I nuovi convogli ibridi possono viaggiare sia in modalità elettrica che diesel, aprendo nuovi scenari e collegamenti

Sono arrivati da poco sui binari di Siena, i nuovi treni Blues, con motore ibrido elettrico e diesel. I quali aprono, o meglio aprirebbero, degli scenari nuovi per la mobilità in Provincia.

A provarli, il Professor Stefano Maggi, Ordinario di Storia contemporanea UniSi, nonchè delegato del rettore per trasporti e mobilità sostenibile. Ma anche uno dei massimi conoscitori delle ferrovie toscane.

Il nuovo treno viaggia a trazione diesel sulle ferrovie non elettrificate e in elettrico sulle linee elettrificate: un convoglio composto da 4 pezzi per un totale di 300 posti, con almeno 8 posti bici appese e la possibilità di inserirne altre appoggiate.

E sappiamo oggi quanto il binomio treno-bike sia importante: pensiamo a chi arriva a Poggibonsi i treno dal nord Italia, e scende pedalando per arrivare a San Gimignano o Casole d’Elsa. Una frontiera del turismo che sta crescendo sempre più.

Le prime impressioni di viaggio: “l’impianto di climatizzazione fa l’effetto simile al Minuetto con parti più calde e altre più fredde all’interno del convoglio, non piacevole – spiega Maggi – i sedili sono dotati di prese elettriche e di prese usb per la ricarica dei telefoni e tablet. Nel complesso un ottimo convoglio che consente novità nel servizio, ma occorre che siano progettare estensioni dei percorsi in modo da creare nuove relazioni e da far diminuire il grave isolamento ferroviario di cui soffre Siena”.

Effettivamente il nuovo treno, quando esce da una ferrovia a trazione diesel, come quelle di Siena, “tira su il pantografo”, come si dice in gergo tecnico, e va a motore elettrico senza emissioni.

E questo elemento tecnico potrebbe aprire nuovi scenari: diventano infatti così oggi possibili collegamenti diretti Siena-Empoli-Pisa, ma anche Siena-Follonica-Piombino, il ripristino dei Firenze-Orbetello via Siena, ma soprattutto il rilancio del nodo di Chiusi, con convogli diretti Siena-Chiusi-Roma.

“Ma sembra che nessuno se ne sia accorto – è l’allarme lanciato dal Professor Maggi – non ci sono progetti di utilizzo di questa importante novità. Per fare un esempio fuori Toscana, il 12 giugno 2023 questo convoglio ha avviato un servizio diretto sperimentale Rieti-Terni-Orte-Roma, e da Terni a Rieti la ferrovia è a trazione diesel. Adesso tutto è possibile. Perché non sperimentare nuove linee da Siena?”

Una domanda che vuole essere anche uno stimolo, affinché la politica a livello regionale e dei vari Comuni possa attivarsi per migliorare il trasporto ferroviario, un mezzo sostenibile che la Toscana ha urgente bisogno di riscoprire.

Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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