Questa sera evento “Musica per la pace” con i coristi di Kiev che si esibiscono in concerto nel Duomo di Siena

Questa sera, sabato 23 marzo, nel Duomo di Siena si terrà l’evento “Musica per la pace, Siena e Kiev in un unico pentagramma” con la partecipazione straordinaria dei Coristi dell’Opera Nazionale dell’Ucraina.

La serata è sostenuta dall’arcidiocesi di Siena–Colle di Val d’Elsa-Montalcino con il contributo dell’Opera della Metropolitana e la collaborazione della Fondazione MPS. L’iniziativa, come riporta avvenire.it, è promossa dalla Young musicians european orchestra in collaborazione con l’Accademia musicale chigiana e il Comitato nazionale italiano musica (Cidim), con la partecipazione del Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini”. Verrà eseguita la Petite Messe Solennelle di Rossini.

A dirigere il coro ucraino è Bogdan Plish, che racconta l’esistenza che i coristi stanno affrontando nella loro nazione in guerra.

“Per noi la guerra è iniziata all’improvviso. Facevamo la nostra vita normale: andavamo alle prove, progettavamo concerti, cercavamo spartiti, bevevamo caffè durante le pause. Ma la mattina del 24 febbraio ha spietatamente diviso le nostre vite in “prima” e “dopo”. Tutti i concerti sono stati cancellati. I musicisti e le loro famiglie cercavano un posto sicuro: alcuni andarono nella parte occidentale del Paese, altri all’estero, altri ancora si offrirono volontari per la difesa del territorio e per l’esercito ucraino”.

E prosegue: “La musica è diventata gradualmente il linguaggio della diplomazia culturale dell’Ucraina nel mondo. Nell’aprile del 2022, il nostro team ha tenuto un concerto commemorativo in una chiesa di Bucha. In seguito, siamo andati in tournée in Europa con un programma di concerti. Nell’autunno del 2022 siamo tornati ad esibirci regolarmente a Kiev. Quando c’è stato un blackout in città a causa dei bombardamenti russi, abbiamo tenuto concerti a lume di candela. A volte l’allarme aereo interrompe i concerti”.

Tra i coristi anche storie toccanti: “Sempre più colleghi musicisti si arruolano nell’esercito. Purtroppo c’è chi ha già suonato il suo ultimo concerto, è morto, come il marito di Lilia. Ci sono componenti che hanno familiari in zone occupate dai russi, come il cantante Viktor”.

E conclude: “Purtroppo la musica non costruisce ponti di pace. Lo abbiamo imparato a nostre spese. Solo le persone possono farlo. Lasciamo che la musica faccia quello che dovrebbe fare davvero: trasmettere un’idea, simboleggiare un pensiero, influenzare il mondo emotivo di una persona, confortare e dare speranza”.

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