Il capitano del Siena Marco Guidone ospite di “A Bordo Campo” su Gazzetta di Siena

“Noi non molliamo. Faremo tredici finali per fare più punti possibile”. Il capitano del Siena Marco Guidone ha suonato la carica durante “A Bordo Campo”, la trasmissione del mercoledì sera su Gazzetta di Siena.

“Sicuramente, non ci possiamo prendere in giro – ha ammesso Guidone -, il primo posto è lontano, anche se la speranza rimane fin quando poi la matematica te lo permette. Ma adesso il nostro primo obiettivo è fare il meglio possibile in ogni partita Dobbiamo fare tredici finali e il minimo che dobbiamo fare è centrare la zona play off, poi arrivare più in alto possibile”.

“Abbiamo ripreso gli allenamenti, adesso aspettiamo solamente di entrare in campo” ha detto Guidone in riferimento alla situazione attuale della squadra, che oggi non scenderà in campo per l’applicazione dei protocolli anti Covid: il Siena viene da tre rinvii con Grassina, Sangiovannese e Montespaccato, partita che avrebbe dovuto giocare oggi alle 15.

“La mia doppia cifra? – ha sottolineato il capitano – E’ un traguardo importante, che cercavo, era d’obbligo arrivarci. Normale che ci si aspetta di più da parte della squadra anche a livello di classifica. La serie D per me è una categoria nuova, ma sapevamo del grande equilibrio di questo campionato. E non è detto che se hai sempre giocato in categorie superiori puoi fare sfracelli. Se non tic ali bene nella parte e se non metti agonismo, forza ed esperienza di certo non fai risultati. Sono contento che sono comunque riuscito a fare quello che riesco a fare”.

Guidone ha parlato delle difficoltà del girone. “Mi avevano detto – ha detto – che sarebbe stato un girone difficile. Pur non essendoci squadre di blasone, però ci sono tante squadre attrezzate e giocatori di categoria, che in serie D fanno bene e portano le squadre a fare bene. Ci sono tantissime squadre nel giro di pochi punti, al di là del Trastevere che ha avuto questo allungo. Certo, mi aspettavo un campionato diverso da parte nostra, ci sono state tante varianti”.

Sulla scelta di rimanere a Siena, Guidone ha detto che “il direttore sportivo Andrea Grammatica è stato fondamentale, sapevo che persona era e come lavora da Reggio Emilia, poi anche Alberto Gilardino e la società sono state componenti importanti. L’ambizione c’era e c’è ancora. Questo mi ha portato a dire ‘sì’ dopo l’addio d’estate. Qui sono stato bene e sto bene. Si sa che è una grande piazza, che non merita la serie D. Chiudere qua la carriera? Sicuramente questo è il mio obiettivo, ho voglia di rimanere qua, sono il capitano, voglio continuare questo percorso con Siena. Poi bisognerà capire alcune cose, finiamo bene il campionato e poi si vedrà. Di certo io voglio rimanere qua il più a lungo possibile. Noi non molliamo”.

“Il Trastevere – ha commentato Guidone – sta facendo un campionato a parte, il resto è tutto lì. Quindi saranno determinanti queste ultime tredici partite. Noi possiamo ancora dire tanto e fare un campionato di alto livello e dobbiamo farlo. In casa non siamo andati bene? Senz’altro a Siena tutte le squadre vengono per chiudersi di più e un po’ più fatica si fa. Siamo una squadra sostanzialmente giovane. Poi l’assenza del pubblico incide, anche se può essere un’arma a doppio taglio. Qualche giocatore può andare in difficoltà, ma alla lunga il pubblico ti dà sempre una mano e secondo me con la curva piena gli arbitri non avrebbero preso certe decisioni”.

“I tifosi? – ha detto ancora Guidone – C’è sempre stato un rapporto bellissimo, al di là delle contestazioni che ci sono stati. Spero di poterli avere al più presto allo stadio, ma si fanno comunque sentire. Gilardino? Rapporto molto sincero con lui, molto diretto, sono orgogliosissimo di essere allenato dal mister. Oltre al calciatore che è stato, si è dimostrato un grandissimo allenatore e una persona fantastica, senza mai una parola fuori posto. Per un attaccante essere allenato da lui non ti capita tutti i giorni. Con i giovani ho un ottimo rapporto, ci prendiamo anche in giro. Tanti hanno ancora bisogno di essere spronati, a volte bisogna usare anche il bastone, ma loro lo sanno e hanno imparato a conoscermi e sono il primo a scherzare. Secondo me possono fare molto bene in futuro”.

“Il mondo del calcio è cambiato – ha proseguito Guidone – quando ho iniziato io a Monza i giovani erano pochissimi. Adesso non solo in serie D ci sono tanti giovani e pochi ‘vecchi’, sei più te che devi adattarti e devi cercare la giusta via di mezzo. I social hanno cambiato lo stile di vita dei ragazzi di adesso, le dinamiche sono molto cambiate. Sinceramente mi piaceva più lo spogliatoio di una volta, adesso è più difficile fare gruppo. Il calcio moderno mi ha allungato la carriera? Sì, ma poi devi sempre dimostrare e stare bene”.

La puntata integrale di “A Bordo Campo” con Marco Guidone.

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