Villa Gori illuminata, Gsk Siena

Nella Giornata mondiale della meningite 2023 sono state illuminate di viola le sedi di Gsk Italia a Siena e Rosa

Il 5 ottobre le sedi di Siena e Rosia di Gsk Italia sono state illuminate di viola, colore della Giornata mondiale della meningite 2023, per accendere i riflettori su questa malattia. Lo scopo è riaffermare l’impegno, in ambito ricerca e produzione, nel trovare sempre nuove strade che ne prevengano le conseguenze potenzialmente devastanti su scala globale.

Infatti esiste una scarsa consapevolezza sulla meningite da meningococco e sui sintomi che caratterizzano le fasi iniziali della patologia, spesso rapidissima.

Ogni anno a circa 2,5 milioni di persone viene diagnosticata la meningite. In particolare, la malattia meningococcica invasiva descrive due principali malattie causate dal batterio Neisseria meningitidis o meningococco: meningite e setticemia. La meningite è motivo di particolare preoccupazione e si stima che ogni anno venga diagnosticata a 1,2 milioni di persone. Fino a una persona su sei che contrae questo tipo di meningite muore, con circa 135.000 decessi all’anno.

La meningite può essere una patologia difficile da diagnosticare perché i segni e i sintomi sono spesso simili a quelli di altre malattie. Almeno un sopravvissuto a malattia meningococcica invasiva su cinque può presentare gravi effetti a lungo termine come cicatrici cutanee, amputazione/i degli arti, perdita dell’udito, della vista, della memoria e danni cerebrali.

I dati in Italia

I dati dell’Iss e del Comitato nazionale contro la meningite dicono che ogni anno in Italia oltre 1.000 persone contraggono la meningite e la meningite meningococcica colpisce circa una persona ogni due. In particolare, i sierogruppi B e C sono particolarmente diffusi nel nostro Paese. Secondo i dati epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), la meningite meningococcica provoca il decesso nell’8-14% dei pazienti colpiti. In assenza di cure adeguate, il tasso di mortalità sale addirittura al 50%. Quanto al sierotipo B, oltre ad essere particolarmente aggressivo con altissima letalità, è responsabile da solo di circa l’80% dei casi in età pediatrica, con una massima incidenza soprattutto nel primo anno di vita, tra il 4° e l’8° mese.

Ipsos (società multinazionale di ricerche di mercato) ha pubblicato il 5 ottobre una ricerca intervistando 4000 genitori in alcune nazioni del mondo. Da questa indagine emergono alcuni dati apparentemente contrastanti, che rivelano come sia importante continuare a sensibilizzare sui rischi legati a questa patologia e sulle modalità di prevenzione vaccinale. Partiamo dagli aspetti positivi in Italia. 9 genitori su 10 in Italia seguono il pediatra per le scelte vaccinali e si affidano alle sue indicazioni. Per questo, l’88% degli intervistati considera la vaccinazione “cosa buona e giusta” per i propri bambini.

Il rapporto privilegiato con il pediatra è la chiave per comprendere come mai il 79% degli italiani intervistati riconosce la malattia e ne percepisce la gravità. È la percentuale più elevata in Europa. Ma un genitore su due non sa che ci sono vaccini specifici per i diversi ceppi. E anche la conoscenza sui vari tipi di meningococco è davvero ridotta. Quasi uno su tre riconosce esistenza di A B e C ma solo circa uno su cinque sa che esistono W e Y. E questo, ovviamente, incide anche sulla percezione dell’importanza di vaccini specifici per questi batteri.

Sara De Grazia, Medical Head Vaccini Gsk Italia, ha commentato questi dati italiani sulla meningite. “Questi dati confermano che c’è ancora strada da fare per sensibilizzare le persone sul rischio legato alla meningite da meningococco ed alla conseguente malattia invasiva, oltre che sulla possibilità di prevenire l’infezione attraverso la vaccinazione, sulla base delle indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale. In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla meningite è importante riportare l’attenzione su questa malattia che, oltre a poter essere mortale, può lasciare sequele pesanti e invalidanti su chi sviluppa i quadri più gravi”.

Il campus di Siena e il centro di produzione di Rosia

ll campus di Siena è uno dei principali centri Gsk per la ricerca e sviluppo di vaccini batterici a livello mondiale, con un focus particolare su meningococco, pneumococco con tecnologia MAPS (Multiple Antigen Presentation System) e anticorpi monoclonali (mAbs). Il centro si occupa inoltre dello sviluppo di vaccini e mAbs contro batteri resistenti agli antibiotici (AMR). A Siena è presente anche il GSK Vaccines Institute for Global Health (GVGH). Si tratta dell’unico istituto in Gsk che sviluppa vaccini contro le malattie infettive che colpiscono maggiormente le comunità più povere del pianeta, quali la meningite.

Il campus di Siena è stato il primo al mondo a sviluppare il vaccino contro la pertosse, il vaccino antinfluenzale con adiuvante, il vaccino pediatrico tetravalente contro i ceppi Acwy della meningite e quello contro la meningite B, attraverso l’innovativa tecnica della reverse vaccinology. Si tratta di una tecnica innovativa basata sul sequenziamento del genoma dei patogeni. Grazie a questo approccio è stato possibile sviluppare vaccini impossibili da realizzare con le tecnologie convenzionali.

Rosia è un centro di eccellenza per la produzione dei vaccini batterici. Ed è l’unico al mondo dove si producono vaccini contro tutti i principali ceppi del meningococco (A, B, C, W, Y). Si producono anche altri vaccini di grande rilevanza come quello contro l’Herpes Zoster e il virus respiratorio sinciziale (RSV). Nel 2022 il sito ha prodotto circa 30 milioni di dosi di vaccino, distribuite in circa 60 paesi nel mondo.

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