Romagnoli (Cgil): “Il più grande sito italiano per la produzione dei vaccini è stato escluso dalla produzione del vaccino Covid-19”

“E’ un’azienda che può produrre 100 mila fiale di vaccino al giorno e arrivare, nel giro di pochi mesi, a coprire l’intero fabbisogno vaccinale italiano. E’ un paradosso che non riesco a spiegarmi”. Queste le parole di Nicola Fratoianni, segretario del partito politico Sinistra Italiana, che stamattina si è recato nella sede Gsk a Rosia per esporre le sue perplessità sul caso della multinazionale senese.

“Qui c’è la possibilità concreta – afferma Nicola Fratoianni – di iniziare una nuova strada nel percorso dei vaccini. Rilanciare questo polo dal punto di vista produttivo e occupazionale, perché, non potendo produrre i vaccini contro il Covid-19, che attualmente occupa il mercato più grande a livello mondiale delle campagne vaccinali, questo polo sta attraversando una crisi produttiva che poi si riversa anche a livello occupazionale. Essendoci meno lavoro infatti, i dipendenti Gsk negli ultimi anni sono diminuiti sensibilmente. Questo è un paradosso che ancora non ha trovato una risposta, siamo qui per cercare di investire su questo stabilimento che da sempre è stato un fiore all’occhiello con la produzione dei vaccini. L’intervento delle istituzioni pubbliche è decisivo.”

Il segretario del partito Sinistra Italiana ha posto questo problema al governo più di un mese fa, con un’interrogazione parlamentare alla quale non ha ricevuto ancora una risposta, per questo stamattina si è recato di persona alla sede di Gsk: “Mi chiedo perché le istituzioni non intervengono con il massimo della loro forza e dei loro strumenti per costruire il prima possibile una iniziativa che possa mettere insieme aziende per rilanciare la capacità produttiva di questo sito. Dei vaccini ne abbiamo bisogno oggi e non ne abbiamo, ma ne avremo bisogno anche negli anni prossimi, perché serviranno dei richiami tutti gli anni prima di sconfiggere definitivamente questa battaglia contro il Covid-19.”

Era presente all’incontro anche Duccio Romagnoli, segretario provinciale Nidil Cgil, che ha parlato del tema dei vaccini e ha approfondito la crisi occupazionale che ormai da qualche anno ha colpito anche Gsk: “L’azienda l’8 di marzo ci ha incontrato e ha risposto alle nostre domande. Ha confermato quello che noi come Cgil pensavamo, cioè che questa è un’azienda che può produrre in tempi ragionevolmente brevi, circa due mesi, la fase due del vaccino, cioè la fase di infialamento e confezionamento. Inoltre potrebbe anche produrre la fase uno, cioè la produzione del principio attivo, perché è un’azienda che è dotata di bireattori. In tutta questa situazione c’è una battaglia commerciale anche fra stati; noi siamo molto preoccupati soprattutto per i lavoratori precari, che sono i più deboli, e che alla fine sono quelli che ne fanno le spese. Negli ultimi anni infatti c’è stato un calo di circa quattrocento unità; a oggi questa azienda occupa 2400 lavoratori, ma anni fa arrivava a occuparne 2800″.

Le parole di Nicola Fratoianni e di Duccio Romagnoli.

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