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Molti studenti non riescono a partecipare alle gite a causa dei prezzi. Anche la nostra provincia è tra le meno economiche

A lanciare, idealmente, l’allarme, non è una testata qualunque bensì Orizzonte Scuola, portale dedicato alla professione dell’insegnante e degli studenti.

Ha destato infatti molti commenti, soprattutto da parte delle famiglie, l’articolo dal titolo “Gita quanto mi costi! Il viaggio è un salasso per le famiglie: a Roma fino a 1000 euro per un soggiorno a Londra, 700 per Lisbona”.

Si tratta di cifre importanti, ovviamente riguardanti le scuole superiori, ma che fanno ben capire che mandare il figlio in gita può oggi essere un lusso che non proprio tutti possono permettersi.

Facciamo una rapida analisi del costo di alcune gite promosse nei licei e negli istituti senesi: all’istituto Agrario le famiglie spenderanno 450 euro per una gita in Sicilia, il Linguistico 750 euro per andare a Londra, Scienze Umane, per tre notti a Napoli, spenderà 400 euro, il Monna Agnese, diretto a Valencia ne spende 600, all’Istituto Superiore “G. Caselli” di Siena, per volare in Sicilia si spendono 450 euro e l’Istituto Bandini 700 per andare a Parigi.

E’ facile capire che per una famiglia è un costo importante, ancora di più se i figli a scuola sono due. E qualcuno è addirittura costretto a rinunciare.

Tramite la redazione romana de La Repubblica, sono stati analizzati alcuni casi avvenuti nei licei della Capitale. Dove per una settimana a Cambridge è stato chiesto 1034 euro, con incluse uscite ma con sistemazione…in famiglie ospitanti.

Tra le opzioni più care analizzate a Roma, Berlino, Lisbona, e….la nostra Toscana.

Esatto, proprio così: per tre giorni in Toscana, quindi a meno di tre ore di autobus da Roma, il prezzo è risultato sulle 350 euro a studente. Una cifra maggiore che in alcuni viaggi all’estero, come in Spagna, ma anche in altre regioni d’Italia. Se si considera che per una settimana a Londra vengono chieste 750 euro oppure 600 a Valencia…il paragone è fatto.

Ovviamente istituto che vai, prezzo che trovi, e non si può fare di tutta l’erba un fascio, per la vastità dell’offerta presente. Però il sentimento che la Toscana stia diventando un po’ troppo….cara, è ormai un dato abbastanza acquisito.

Che la Regione, e quindi anche la Provincia di Siena, stiano diventando sempre più care, è un dato che viene fatto presente nelle attività turistiche soprattutto da parte di visitatori italiani. Anche se, per essere chiari, i prezzi senesi non sono al vertice regionale, ma si collocano a metà di una ipotetica scala tariffaria Toscana.

Molti istituti cercano comunque di andare incontro alle famiglie quando ci sono situazioni di difficoltà. L’Istituto San Giovanni Bosco di Colle ad esempio si è dotato di un vero e proprio regolamento per elargire contributi agli studenti in stato di bisogno, per partecipare a visite guidate, viaggi d’istruzione e pernottamenti anche all’estero.

E se nel Lazio già si parla di quasi metà studenti che rinunciano alla fatidica gita di quinta superiore per i costi, ecco che il modello del San Giovanni Bosco, sperimentato in diverse forme anche in altri istituti, potrebbe essere il miglior viatico. Per mettere insieme chi può e chi non può, in attesa che anche le scelte degli insegnati si indirizzino verso mete sempre culturali, ma magari anche più economiche. Che in questo periodo, sicuramente, non guasta.

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