World AIDS Day awareness poster. Red ribbon made of dots on white background. Symbol of acquired immune deficiency syndrome. Medical concept. Circle design elements. Vector illustration.

La Toscana è una delle regioni italiane ad incidenza più alta, nonostante questo i casi della Città di Siena sono i più bassi confrontati con quelli di Grosseto e Arezzo

Il primo dicembre è la giornata mondiale per la lotta contro l’Aids, una malattia infettiva causata dal virus HIV. Viene celebrata fin dal 1988 quando venne istituita per la prima volta dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) con lo scopo di informare ed educare il grande pubblico sui mezzi di prevenzione, cura e gestione del virus.Dai primi casi documentati in letteratura per la prima volta nel 1981 a oggi, la ricerca ha fatto passi notevoli. L’aspettativa di vita si è allungata e le attuali strategie terapeutiche permettono di tenere sotto controllo l’infezione. Una persona con HIV in trattamento corretto e continuo ha una speranza di vita sovrapponibile o quasi a quella di una persona non contagiata.

In Toscana, secondo i dati raccolti dall’Agenzia Regionale di Sanità (Ars) le nuove infezioni nel biennio 2020-2021 sono state 302, con un’età mediana di 43 anni. Come ogni hanno tassi di incidenza per Hiv e Aids nella nostra Regione sono tra i più alti rispetto alla media italiana. In totale i nuovi casi registrati tra le province di Siena, Grosseto e Arezzo sono 40. I numeri però si differenziano notevolmente fra le tre province: Siena conta meno di 10 casi, otto per esattezza, a differenza di Arezzo in cui sono più del doppio (20) mentre Grosseto ne conta 12.

Tra i casi diagnosticati in Toscana nel biennio 2020-21, 98 riguardano la popolazione straniera: le nazionalità straniere più frequenti sono Perù, Brasile e Nigeria. I tassi grezzi dei casi per cittadinanza evidenziano sia per gli stranieri che per gli italiani un andamento in diminuzione negli anni sebbene i tassi degli stranieri si mantengono quasi 4 volte superiori a quelli degli italiani.

Negli ultimi anni in Toscana, così come nel resto della penisola, si può notare un abbassamento del livello di guardia legato al problema e il conseguente abbassamento della percezione del rischio di contagio. È bene dunque ricordare che la maggior parte delle infezioni da HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti. I rapporti eterosessuali rappresentano di fatti la modalità di trasmissione della malattia più frequente. Per le donne la percentuale di contagio è dell’87% nell’ultimo biennio, mentre nei maschi è del 36,6% per gli uomini eterosessuali e del 51,7% nei casi degli uomini omosessuali. Entrambi i generi invece hanno lo stesso tasso di contagio relativo all’infezione contratta mediante l’uso di droghe iniettive che è del 6%.

Il primo grande obiettivo di questa Giornata Mondiale deve essere quello di diffondere una corretta conoscenza e far comprendere a tutti che il sistema sanitario è pronto e disponibile non solo a curare ma anche a prevenire. Una quota importante di pazienti si presenta tardi alla diagnosi di sieropositività, evidenziando già un quadro immunologico compromesso. Una diagnosi tardiva dell’infezione Hiv comporta una maggiore probabilità di infezioni opportunistiche (quindi malattia conclamata) ed un eventuale ritardo dell’inizio della terapia. Inoltre nei pazienti con infezione avanzata con virus replicante e non in terapia, la viremia persistentemente rilevabile favorisce la trasmissione del virus e pertanto la diffusione del contagio.

Questa giornata è l’occasione per rilanciare con forza la campagna di informazione per prevenire il rischio di contagio: la consapevolezza da parte del paziente del proprio stato di sieropositività è un elemento molto importante in quanto permette di accedere tempestivamente alla terapia antiretrovirale e di ridurre la probabilità di trasmissione dell’infezione legata a comportamenti a rischio.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui