Dall’archivio storico “La Verrucola”, arriva la storia della città in “Tipi e Macchiette” tratte dalla Gazzetta di Siena del 1898 e 1899  

A volte in piccoli oggetti sono racchiuse grandi storie e oggi, col sorriso sulle labbra, siamo felici di raccontarvene una dove il passato di Siena incontra la nostra realtà redazionale grazie al lavoro, alla scoperta e alla curiosità di chi ci ha fatto questo regalo.

Dall’archivio storico “La Verrucola” a Staggia Senese è arrivato un piccolo tesoro di storia e di arte. Un album, intitolato “Tipi e Macchiette” che raccoglie le pubblicazioni domenicali della Gazzetta di Siena di fine Ottocento, facendoci tornare indietro nel tempo tra satira, umorismo, storia e bizzarria.

“In un vecchio mobile alla Verrucola – ha raccontato Mirella Becucci, tra i responsabili dell’archivio storico – ho ritrovato un piccolo album di 20 per 24 centimetri, rilegato a mano e rivestito con un tessuto color rosso mattone all’esterno e rosso vinaccia all’interno. Un tralcio di fiori multicolori, ricamati con il monogramma NB (Nella Bernabei) decora la copertina. L’album è intitolato ‘Tipi e Macchiette’ – ha continuato Becucci – e illustra 74 macchiette del 1898. A queste si aggiungono le 14 macchiette sciolte del 1899 e due pagine della Gazzetta di Siena dove si legge ‘Periodico Amministrativo Artistico Letterario – Si pubblica tutte le domeniche alle ore antim'”.

È curioso e divertente sfogliare le pagine di questo album. I personaggi, anche se non riconoscibili, sono innumerevoli. Ci sono politici e artisti del tempo. Storie lontane e vicine che ci appartengono, racconti e immagini che rispolverano la fine dell’Ottocento a Siena attraverso la satira e le caricature. Per questa preziosa raccolta che oggi abbiamo tra le mani – ha spiegato Mirella Becucci – dobbiamo ringraziare Nella Barnabei che nel 1898 era una studentessa di 19 anni, una giovane determinata e pronta a ogni sfida. Suo padre, Corrado Bernabei, era abbonato alla Gazzetta di Siena e il giornale, ogni domenica, arrivava a Staggia. Nella, colse lo spirito satirico delle macchiette e decise di collezionarle in questo piccolo album”.

“Qui alla Verrucola – ha concluso Mirella Becucci – custodiamo l’intero archivio della famiglia senese Barnabei. Il nostro lavoro si basa sulla volontà di fare conoscere e approfondire costumi di tempi passati, ridisegnando un mondo basato sulle fonti e sui documenti, cercando di immedesimarci in quella visione delle cose in un universo animato da personaggi con i loro dubbi, gioie, sentimenti, tormenti, sogni, progetti e speranze”.

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