Lega

Riccardo Galligani, capogruppo in Consiglio comunale a Poggibonsi, ha lasciato l’incarico di commissario di sezione lo scorso giugno 2021

Riccardo Galligani è rimasto all’interno del partito ma il mancato congresso ha provocato la decisione di lasciare la guida del partito. Una frattura che rimane ancora evidente, come emerge dalle parole riportate nella lunga intervista che ha rilasciato alla Gazzetta di Siena. Un impegno nella politica locale a cui Galligani rimane assolutamente fedele, senza però rinunciare a dare input che sull’organizzazione e senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa sul perchè la Lega, a livello provinciale, non abbia mai di fatto decollato.

Come giudica il voto dato alla Lega per l’elezione di Mattarella? E come giudica la gestione che il partito ha avuto per l’elezione del presidente? 

“È stato un grave errore politico dare i voti della Lega per la rielezione di Mattarella, colui che a inizio legislatura ci impedì di nominare Savona come Ministro perché euro-critico e che ha impedito al popolo sovrano di tornare alle urne quando uscimmo dal primo governo Conte. Tra l’altro richiamato in fretta e furia dopo la dimostrazione dell’incapacità di questa classe politica di fare sintesi e accordarsi su un nome condiviso. I partiti politici in Parlamento si sono letteralmente messi in una posizione di debolezza preoccupante nei confronti di Draghi e Mattarella. 

Bisognerebbe tenere bene a mente che qualsiasi partito politico è dove è non per rappresentare gli interessi dei propri parlamentari ma quello dei propri elettori. È evidente che un elettore della Lega digerisce male l’elezione di un presidente che è stato espressione del centrosinistra con i voti dei propri rappresentanti. La gestione di tutta la partita quirinalizia è stata tragicomica e dilettantesca. Stupisce come si possano sbagliare tutte le mosse possibili come ha fatto Salvini, il quale probabilmente si è fidato di qualche alleato che invece era evidente da tempo giocasse nell’altra metà campo. Anche se fosse stato veramente tradito è un errore che ritengo essere inconcepibile per chi ricopre un ruolo così importante come il suo.

A certi livelli non si chiudono accordi a fiducia ma occorrono garanzie.”

Riccardo Galligani insieme a Matteo Salvini

Parlando della sua esperienza all’interno della Lega, perché si è dimesso da segretario della Valdelsa?

Non era più sostenibile una gestione totalmente commissariale del partito che entrasse a gamba tesa nella sezione della Valdelsa come è accaduto con l‘on. Guglielmo Picchi, il quale, anziché usare il proprio ruolo di parlamentare e di commissario per convincere le persone ed allargare il campo elettorale dando un supporto fattivo, non ha fatto altro che decimare gli iscritti utilizzando la stessa arroganza del Marchese del Grillo.”

Cosa ne pensa dell’attuale Lega che lancia l’idea di una federazione di partiti di centro escludendo la Meloni?

Non comprendo come Salvini abbia deciso di fare il commissario liquidatore della Lega, è inspiegabile. Da un anno a questa parte la linea politica della Lega è fumosa e spesso contraddittoria rispetto agli impegni presi con i propri elettori. All’interno del partito pochi parlamentari filo-centristi, sono riusciti ad affermare la propria linea politica di “moderatismo” rispetto a quella più ortodossa della vera Lega, pensando di avere uno spazio politico che a mio avviso non c’è.

E che non ci sia lo certificano i numeri che relegano i partitini di centro a misere percentuali da ormai venti anni a questa parte. Salvini si è fatto convincere ma sta commettendo un grande errore perché se continua su questa strada perderà tutto il proprio elettorato che con instancabile impegno era riuscito nel giro di pochi anni a portare al 36%.C’è qualcuno dell’establishment che vorrebbe far fare alla Meloni la fine della Le Pen in Francia, mi auguro che non ce la facciano ma dipenderà molto da lei a questo punto“.

Lei ha sempre sostenuto, negli anni passati, che i candidati moderati non raccolgono molto consenso. Vale ancora questo giudizio?

“Come ho appena detto non mi pare ci sia molto spazio nell’elettorato di centrodestra  per quel tipo di candidati. Ci sono innumerevoli esempi da poter portare. Tommaso Marrochesi Marzi ad esempio, a detta dei dirigenti locali del partito si sarebbe dovuto giocare il seggio sul filo dei voti e invece lo scarto è stato importante. Così come accaduto col candidato sindaco di Firenze Ubaldo Bocci. Mi sembra evidente che i moderati votano per l’altro schieramento. Il centrodestra in Italia ed in Europa ha motivo di esistere se si contrappone a certe logiche di potere e se è in grado di indicare ai cittadini una strada da seguire migliore di quella proposta dalla sinistra mondialista”.

Parlando recentemente alla stampa le ha detto che non le piacciono Le gestioni commissariali del partito a livello senese. Ma non fu anche Lei a chiedere il commissariamento per una segreteria appena eletta?

Ho sempre sostenuto che il rispetto dello statuto sia l’unico faro da seguire. I segretari per essere pienamente legittimati devono essere eletti dagli iscritti e non nominati dall’alto, i congressi si dovrebbero tenere ogni tre anni cascasse il mondo ed i commissari, quando sia necessario, dovrebbero stare per statuto solo il tempo necessario ad organizzare e celebrare un nuovo congresso. Purtroppo non è mai stato così. Quando chiesi il commissariamento della sezione provinciale guidata dall’allora segretario Francesco Giusti, eletto da appena due mesi, fu per i noti fatti che lo riguardarono nei confronti di Selvaggia Lucarelli perché ritenevo,e ritengo tuttora, che dopo una vicenda del genere, il partito non potesse che prendere quella decisione.

Tra gli ex commissari anche la senatrice Nisini per la quale lei ha lavorato a Roma. Come ha condotto secondo lei il partito a livello provinciale? 

“Il motto con il quale è stato gestito il partito a livello provinciale potrebbe essere “finché la barca va lasciala andare”. Non proprio un motto con il quale sperare di ottenere risultati vincenti. La classe dirigente toscana si appella agli iscritti di buona volontà mandandoli spesso e volentieri allo sbaraglio nei gazebo senza neppure fargli un minimo di formazione nella speranza che se la facciano da soli. Ma non c’è una benché minima formazione politica né un’organizzazione territoriale in grado di proporla agli iscritti. Quanto alla Senatrice ha perso tutte le elezioni possibili nella tornata del 2019, anche quelle che, numeri alla mano, erano veramente contendibili come Asciano e Sinalunga dov’è il candidato del PD ha chiuso le elezioni al di sotto del 50%”.

Riccardo Galligani insieme a Matteo Salvini

Però, fu proprio la Nisini a proporla come candidato a sindaco a Poggibonsi nel 2019.

“Semplificando si può dire anche così, ma di fatto era una scelta quasi obbligata, in quanto nei tavoli regionali la Lega rappresentava il primo partito della coalizione e aveva suddiviso i comuni del territorio regionale per fasce di popolazione sui quali il partito aveva una sorta di diritto di prelazione nei confronti degli alleati nella scelta dei candidati. Io ero uno di quelli che più di tutti si era speso su questo territorio e la scelta è stata una conseguenza naturale”.

Come giudica l’attuale gestione commissariale di Paolo Salvini? 

“È ancora troppo presto per giudicare il suo operato ma il problema non sono le singole persone ma i metodi, che a mio avviso e di tanti iscritti sono completamente sbagliati. Non puoi basare le scelte di questo tipo solo in base a quanto una persona è capace a sottostare o ad eseguire gli ordini impartiti dall’alto. La politica non è l’esercito dove tutti devono scattare senza porsi domande. Ecco, in questo la Lega, se si vorrà salvare da un trend negativo che c’è da mesi e che ha visto un’accelerazione dopo le elezioni del Presidente della Repubblica, deve ripartire dal merito, dalle competenze, dalle capacità e dal coinvolgimento degli iscritti. Purtroppo al momento non vedo questa volontà”.

Parlando di politica Senese ci stiamo occupando della elezioni amministrative 2023, cosa ne pensa della eventuale ricandidatura di De Mossi? 

Non spetta a me giudicare l’operato politico di De Mossi ma ai suoi cittadini. Leggo alcune notizie dalla stampa sull’operato di questa amministrazione che mi fanno rimanere un po’ perplesso su alcune scelte che generano quantomeno un po’ di caos mediatico che a mio avviso sarebbe sempre meglio evitare, ma non sono in grado di giudicare a fondo il suo operato e comunque, lo ripeto, non spetta a me ma ai suoi cittadini. Posso dire però che all’inizio del mandato mi sarei aspettato che la vittoria del centrodestra rappresentasse un punto di svolta importante è che l’azione politico amministrativa del capoluogo potesse essere portata come esempio anche nelle altre amministrazioni comunali limitrofe. Purtroppo così non è stato, ma questo non è certo colpa del Sindaco De Mossi quanto semmai delle dirigenze dei partiti che rappresentano la sua maggioranza”.

Sempre sulla stampa sono uscite sue dichiarazioni dove chiede il congresso provinciale, come aveva già fatto in passato rimanendo inascoltato. Se questa richiesta cadesse nel vuoto che cosa farà?

L’ho chiesto, ma ero e sono consapevole che difficilmente si terrà, quantomeno a breve. Solitamente c’è sempre qualche intoppo politico nazionale che lo impedisce. Quando siamo troppo a ridosso delle elezioni, quando invece sono passate da troppo poco tempo e bisogna lasciar freddare i brutti risultati, quando c’è il covid, etc. Insomma, ogni scusa è buona per andare avanti a commissari che rispondono a chi li ha nominati. Pensate che l’ultimo segretario provinciale eletto sono stato io nel 2013 fino al 2015, esclusa una parentesi di un paio di mesi di Francesco Giusti”.

Il giornalismo è una professione che non si sceglie, è lui che sceglie te. Ho sempre creduto che il valore di un vero professionista sta nel fatto di mettersi completamente a servizio del "racconto", stare un passo indietro piuttosto che sentirsi gli attori di ciò che scriviamo. Noi siamo solo il tramite per far arrivare il "racconto". Per questo prendo in prestito le parole di Joseph Pulitzer per ricordare la raccomandazione più importante: "Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce."

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