L’interrogazione sullo stato di degrado del Museo civico fatta dalla consigliera comunale Piccinni

“Premesso che nel 2017 prese forma il progetto di riallestire le sale del Museo civico di Siena;
che in quell’occasione fu smantellato l’allestimento di alcuni locali (detti della Quadreria) le cui opere furono in parte collocate temporaneamente nel locale detto sala dei Pilastri contiguo alla sala del Buon Governo;


che il progetto di riallestimento venne sospeso una prima volta quando l’allora gestore del Museo propose di utilizzare uno dei locali per allestire un bar e una seconda all’insediamento della nuova amministrazione De Mossi; dopo aver constatato di persona che oggi la situazione pare quella degli inizi della revisione di sei anni fa, ma aggravata dal forte degrado per il successivo abbandono di ogni progetto;


che la sala dei Pilastri è “chiusa” solo con un piccolo e leggero paravento di compensato facilmente rimovibile e poggiato su un cavalletto, attraverso il quale si vede bene il contenuto, senza vigilanza specifica e proprio di fronte ai frequentatissimi servizi igienici del museo stesso; che in quella sala si trovano ancora numerose pregevoli opere del XIV e XV secolo e cofani antichi
chiusi in teche, predisposte evidentemente per un allestimento mai realizzato;


che quelle opere sono conservate senza alcuna protezione, esposte alla polvere e ai rischi di danni,
appese alle pareti oppure appoggiate al muro o addirittura a terra, in mezzo a materiale elettrico, compensati,
faretti, luci, ferri, cartoni, avanzi di materiale espositivo ammucchiato senza alcun ordine;
che anche il cantiere per l’intervento di pulitura e indagini diagnostiche del Buon Governo,
inaugurato circa un anno e mezzo fa e aperto per alcuni mesi alle visite su prenotazione, a ripetute visite
distanziate nel tempo è risultato chiuso;


che i visitatori venuti da tutto il mondo per vedere coi propri occhi questo capolavoro ricevono
l’informazione della chiusura solo attraverso il cartello di cantiere e due modeste riproduzioni, di
quelle in vendita nel bookshop, poggiate su un cavalletto;
che nella pagina web dedicata il museo nel sito del Comune non si trova notizia di questa
impossibilità e che non se ne propone nemmeno, in alternativa, la visita virtuale;
che non sembra dunque corrispondere allo stato reale delle cose quanto si legge nella pagina web del
museo: “Il percorso espositivo ha inizio con una vasta Quadreria (attualmente in fase di riallestimento) […].


La visita termina con la sala dei Pilastri (attualmente in fase di riallestimento) dove si conservano varie opere
di pittura e scultura senese del XIV e XV secolo”, perché non c’è traccia di lavori di riallestimento;
che la pagina stessa appare ad oggi non aggiornata, incompleta e con link non funzionanti;
informata inoltre che anche nelle sale della Quadreria contigue al bookshop, chiuse alla visita, sono accatastati
materiali vari, insieme a disegni di bambini;
valutando pertanto che in ben cinque anni di amministrazione De Mossi nessuno si è preoccupato di affrontare la
situazione rendendo oggi un intervento non più procrastinabile;


che riprendere in seria considerazione lo stato del Museo Civico rappresenterebbe un passo importantissimo per ridare al complesso del palazzo in cui le opere vivono e della piazza del Campo su cui si affacciano il pieno significato di luogo unitario di orgogliosa e consapevole appartenenza per i senesi e di ammirazione per i visitatori; chiedo alla sig.ra sindaca del Comune di Siena, prof.ssa Nicoletta Fabio, se l’amministrazione ritenga necessario provvedere con urgenza, insieme alla Soprintendenza (per il ruolo ispettivo), a un controllo dello
stato di conservazione di ogni singola opera, e della messa in sicurezza delle sale;


passare in tempi rapidi alle necessarie operazioni di manutenzione; mettere in atto un serio progetto museografico (cosa esporre, dove e come esporlo) prevedendo le figure tecniche dello storico dell’arte e dell’architetto allestitore; prendere in considerazione, in un progetto generale di riallestimento, anche la destinazione della Gipsoteca (nel mezzanino sulla scala monumentale) costituita in occasione della mostra dell’arte senese del 1904 e adibita da decenni a magazzino di opere eterogenee; considerare seriamente di rimediare al grave e antico difetto rappresentato dalla mancanza di una responsabilità tecnico scientifica (storico dell’arte) del Museo civico di Siena, che non ha una figura di direttore;

informare il consiglio sui risultati delle indagini diagnostiche sul Buon Governo, su chi ha la
responsabilità storico-artistica del lavoro (che non risulta dal pannello della foto. n. 9, non bastando per
questo la Soprintendenza che ha il compito di vigilare facendo la cosiddetta alta sorveglianza affinché
l’opera non subisca danni e di controllare l’attuazione del progetto sottopostole) e sui tempi previsti per la
riapertura al pubblico della sala”.

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