In uso alla Scuola edile. Il restauratore Stefano Landi: “Le intemperie l’avevano ridotta male”

Laser Thunder Compact di ultima generazione e avanzate tecniche guidano il restauro di Fonte Gaia di Tito Sarrocchi in Piazza del Campo del ‘cantiere-scuola’ della Scuola Edile di Siena per recuperare al suo precario stato di conservazione. La visita di imprenditori Ance Siena, martedì 28 novembre, consentirà di conoscere l’utilizzo di strumenti di altissima precisione per la conservazione del patrimonio storico artistico. Coordinerà il direttore della Scuola Edile Stefano Cerretani.

«Il restauro di Fonte Gaia, dopo il recupero del Monumento ai Caduti per l’Indipendenza di Tito Sarrocchi, consolida la strategia della Scuola Edile di orientare l’attività ad importanti opere del territorio – dice il presidente Ance Siena Giannetto Marchettini -, contribuendo alla migliore fruizione dei beni comuni e alla valorizzazione del patrimonio. Il patrocinio di Ance Siena conferma la scelta di sviluppare efficaci sinergie».

Le condizioni del monumento hanno imposto l’intervento. «La Fonte – spiega il restauratore Stefano Landi coordinatore del progetto e del gruppo di lavoro – e i suoi elementi costitutivi, per gli agenti atmosferici e la costante permanenza dell’acqua, si presentavano in un pessimo stato di conservazione con la necessità di urgenti cure». Dalla sua realizzazione nel 1869 gli interventi sono stati sporadici. Nel 1970 l’Opificio delle Pietre Dure eseguì un, consolidamento con fluorosilicati. Da allora non si hanno notizie di restauri completi, ma solo di manutenzioni dell’amministrazione comunale.

La Scuola Edile ha organizzato un efficiente cantiere. «È stato costituito uno staff interdisciplinare con rappresentanti di istituzioni senesi, specialisti nel restauro di materiali lapidei esperti dell’Università di Siena – continua Landi -. Dopo le indagini e le prove preliminari, il gruppo di lavoro ha eseguito una campagna di documentazione fotografica e grafica, con rilievo tridimensionale delle sculture, per tracciare le linee guida. Allestito il cantiere nella seconda metà di ottobre, è stata intrapresa una spolveratura delle superfici. Le zone dove il modellato risultava più alterato, con disgregazioni e polverizzazioni, come la mela nella mano di Gesù Bambino o le dita dei piedi dei putti della Carità, sono state pre-consolidate con nanocalci compatibili con il marmo. L’esteso attacco biologico, con ampie zone disomogenee e micro-organismi biodeteriogeni, dopo test preliminari, è stato trattato con azione combinata di impacchi sali d’ammonio quaternario e altre sostanze».

A dare una mano il progresso. «La pulitura delle superfici con croste nere e strati di calcare permette di intervenire mediante tecnica Laser con estrema selettività, rimuovendo gli elementi di degrado più tenaci, conservando la superficie originale e le patine nobili. Il Laser Nd:YAG, ‘Thunder Compact’ con due armoniche e l’innovativo Infinito, permetterà di operare anche con temperature avverse portando a termine efficacemente l’intervento».

I lavori procedono. «Dopo la fase di pulitura su tutta la superficie sarà eseguito il consolidamento mediante nanocalci, per ristabilire maggiore coesione. Seguiranno le operazioni di incollaggio dei frammenti recuperati e di stuccatura dei giunti con malte di calce tonalizzate inerti a colore», conclude Landi.

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