Si spera nella pioggia di soldi del Biotecnopolo ma all’operazione monoclonali anti Covid il Governo non crede più

A Siena si sono mossi i partiti d’opposizione: Per Siena, ma anche Polis e Progetto Siena con i consiglieri Gianluca Marzucchi e Adriano Tortorelli. In Regione, pur in assenza al momento di comunicazioni ufficiali, pare che l’irritazione del governatore Eugenio Giani sia alta. Prevedibile che anche il centrodestra si muova entro breve, in una sorta di sollevazione trasversale.

Di certo il rosso di Toscana Life Sciences che obbligherà la Fondazione Monte dei paschi a un’operazione straordinaria potrebbe portare a un attento esame sull’operato dei vertici di Tls: chi, come sopra, chiede le dimissioni immediate magari non sarà accontentato, ma è possibile che qualcosa cambi. La ciambella che la deputazione generale ha lanciato qualche ora fa verso Tls non sarà senza contraccolpi. Difficile nascondersi dietro alla vocazione della stessa Fondazione Mps, deputata, per l’appunto, anche a fare da salvagente per situazioni difficili sul territorio di riferimento.

Palazzo Sansedoni è pronto a “girare” a Tls la proprietà degli ex edifici di Siena Biotech, altra storia più che dolorosa della Siena recente. Valore: otto milioni di euro, quanto sborsò la stessa Fondazione Mps per rilevare la struttura e toglierla dalle grinfie degli “speculatori”, come disse il presidente Tls Fabrizio Landi allora, plaudendo all’iniziativa nel nome di “una vittoria di tutti: per Fondazione Mps perché compra un’immobile con laboratori scientifici, per Tls perché è al riparo – appunto – da fondi speculativi”. Sembra passato un secolo, si tratta di poco più di un anno fa. Con gli stessi immobili in mano l’incubatore dovrebbe riuscire a ottenere liquidità dalle banche e risolvere l’empasse di bilancio, pare di alcuni milioni di euro, fra i quattro e i sei.

Ma il problema non sarebbe solo questo. Alla questione numerica si unirebbe quella prospettica, che andrebbe nel solco del recente passato, con l’addio di Diesse e Vismederi (entrambi trasferiti fuori comune) e altre aziende incubate che non navigherebbero nell’oro.

Sotto pare ci siano altre due questioni. La prima relativa ai monoclonali anti Covid, operazione fallita a causa delle tante variazioni del Coronavirus nel tempo e per la quale il finanziamento promesso dal governo sia di fatto stoppato. La seconda legata ai fondi del Biotecnopolo, 120 milioni di euro, ai quali si rivolgerebbe il territorio con mire di rilanciare le scienze della vita.

Una situazione un po’ intricata, anche perché il centrodestra cittadino nel dibattito in consiglio comunale su queste questioni ha già indicato la via: “Il Biotecnopolo non sia il nuovo bancomat, ma vero motore di sviluppo del territorio”.

Non si vuole fare l’assalto alla diligenza, insomma, perché da motore di sviluppo a bancomat il passo potrebbe essere breve: leggere la storia della Fondazione Mps. In tutto questo la stessa Fondazione aprirà di nuovo i lacci della borsa, anche perché il presidente Carlo Rossi sarebbe anche il vicepresidente di Tls: giusto mettere una pezza e salvaguardare i 90 posti di lavoro creati negli ultimi anni dalle parti di strada del Petriccio, ma il futuro cosa sarà? Perché si rischia, seriamente, di tornare al gattopardesco “tutto cambia per non cambiare niente”: le pezze, prima o poi, finiscono, come è finita la stoffa qualche anno fa.

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