I docenti precari tornano a manifestare con un flash mob di fronte all’Usp dopo la riapertura delle scuole

I docenti precari sono tornati a manifestare con un flash mob di fronte all’Ufficio scolastico provinciale questa mattina, 15 settembre. Le peripezie che hanno affrontato lungo questi mesi sono state documentate puntualmente dalla nostra redazione, dalle consegne del documento condiviso ai vari rappresentanti politici ( come Beppe Grillo e Tajani), alla firma del sindaco De Mossi e dell’assessore Benini del documento da presentare al Ministero, fin poi alla manifestazione a Roma del 2 settembre e alla spiegazione delle molte difficoltà vissute dagli insegnanti non di ruolo (la mancanza di stabilità, le modalità di concorso farraginose, il non riconoscimento della professionalità, ecc).

Siamo stanchi di essere umiliati – ha affermato Enza PascarettaLe vecchie graduatorie erano una delle poche cose che funzionava e hanno voluto cambiarle, così sono salite in cattedra persone che rischieranno di essere rimpiazzate non appena i ricorsi verranno esaminati. Non si parla più del Ministero della Pubblica Istruzione ma del Ministero della Pubblica ‘Distruzione’”.

Molti sono stati gli interventi da parte del numeroso gruppo di partecipanti all’evento. Insegnanti che continuano a portare avanti il proprio diritto alla regolamentazione, alla stabilità, all’essere assunti in maniera definitiva dopo più di dieci anni trascorsi a esercitare una professionalità che non è loro riconosciuta.

Il lavoro c’è e l’assunzione deve essere immediata per titoli e servizi – ha commentato Marta Mancini – Non è normale che gli insegnanti vengano licenziati ogni anno a giugno e nuovamente assunti a settembre. Nel dubbio che ciò non accada, nell’inconsapevolezza di dove potrebbero essere chiamati ad insegnare, i docenti non riescono più neanche a dormire”.

Ho preso servizio ma sono comunque qua a manifestare – ha esordito così Marta Maria Giorgi – perché è giusto continuare a portare avanti questa battaglia comunque. Io sono abilitata dal 1992, ma non mi sento migliore di chi ancora non è abilitato, perché è l’esperienza sul campo ciò che realmente abilita. Dove sta la democrazia quando chi arriva al governo, dopo essere stato all’opposizione, smette di occuparsi dei precari perché sono stati argomento di interesse della coalizione precedente? I politici pensino a governare per i cittadini e non per gli interessi di partito o coalizione. Tremonti diceva che con la cultura non si mangia – ha aggiunto Giorgi – e invece è proprio sulla cultura che si basa il nostro paese, non bisogna denigrarla ma incentivarla”.

Durante il corso dell’evento è stata poi sottolineata l’importanza della manifestazione nazionale organizzata per il 26 settembre a Roma, per cui i sindacati si sono mossi a supporto del corpo insegnanti, offrendosi di dare il proprio contributo per lo spostamento da Siena fino a raggiungere il Ministero romano.

Alcuni degli interventi durante il flash mob

“Non è possibile che nel mondo dei privati i datori di lavoro abbiano a disposizione un numero limitato di rinnovi di assunzione a tempo determinato, mentre nel mondo dell’istruzione pubblica si possa rimanere precari per tutta la vita – ha sottolineato Anna Cassanelli, rappresentante sindacale – Anche io sono stata una professoressa, anche io sono stata una precaria, e lo status di precariato sul lavoro si ripercuote sulla vita. Nessuno è disposto a concederti un mutuo, non puoi avere una casa, non puoi pensare di mettere su famiglia, non puoi pensare di dare una direzione alla tua vita. Sei in bilico”.

Le pubblicazioni da parte del Ministero relativamente alle ‘gps’ arrivano a qualsiasi ora del giorno e della notte – ha continuato Ornella Quintoe non sono neanche chiare. Vengono pubblicati i nomi di chi è convocato per prendere servizio ma non ci è dato sapere se qualcuno ha rinunciato, se c’è un servizio specifico o aspecifico… non ci sono note descrittive di alcun tipo”.

Dopo diciannove anni che l’Italia paga multe salata all’Unione Europea, usando le tasse dei cittadini, a causa della non regolarizzazione della situazione degli insegnanti, la situazione non pare essere cambiata. I vari governi che si sono susseguiti negli anni hanno sempre cercato di disincentivare i ricorsi, la ricerca della regolarità e della chiarezza, obbligando chi voglia avere ciò che sa spettargli di diritto a ricorrere a vie legali e a costi aggiuntivi.

Protestare è necessario – ha concluso Anna Cassanelli e se nessuno ascolta bisogna iniziare ad urlare”.

Le interviste a Enza Pascaretta, Anna Cassanelli e Ornella Quinto

Francesca Bonelli Grisostomi
Scrivere sempre, scrivere nonostante, scrivere e basta. ᴄ̴ᴏ̴ɢ̴ɪ̴ᴛ̴ᴏ̴ sᴄʀɪʙᴏ ᴇʀɢᴏ sᴜᴍ

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