fisco pillole fiscali
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Al via la nuova rubrica di Gazzetta di Siena a cura di Claudia Piano

Fisco

Sono un artigiano e pago un affitto per la mia officina, volevo sapere se è già possibile utilizzare il credito d’imposta per canoni di locazione Covid-19? Se si come?

A.P. Monteriggioni

E’ già possibile utilizzare il credito d’imposta del 60% del canone mensile per la locazione, il leasing o la concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di attività industriali, commerciali, artigianali, agricole, utilizzandoil  codice tributo 6920 che consente alle imprese la compensazione con modello F24, utilizzando i servizi telematici delle Entrate

Il credito d’imposta è pari al 60% del canone locazione degli immobili ad uso non abitativo e al 30% del canone nei casi contratti di affitto d’azienda. L’importo da prendere a riferimento è quello versato nel periodo d’imposta 2020 per ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio. Condizione necessaria è che il canone sia stato pagato. Se le spese condominiali sono pattuite come voce unitaria all’interno del canone di locazione e tale circostanza risulti dal contratto, anche le spese condominiali possano concorrere alla determinazione dell’importo sul quale calcolare il credito d’imposta.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa; o, in alternativa può essere ceduto. La cessione può avvenire a favore del locatore o del concedente, oppure di altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito per questi ultimi. Nell’ipotesi in cui il credito d’imposta sia oggetto di cessione al locatore o concedente il versamento del canone è da considerarsi avvenuto contestualmente al momento di efficacia della cessione, nei confronti dell’amministrazione finanziaria, pertanto in questa particolare ipotesi è possibile fruire del credito anche in assenza di pagamento, fermo restando, però, che deve intervenire il pagamento della differenza dovuta rispetto all’importo della cessione pattuita. Per la cessione si aspettano le disposizioni attuative da parte dell’Agenzia delle Entrate. 

Possono beneficiare del credito d’imposta per canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda chi svolge attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Rilancio, alle strutture alberghiere e agrituristiche è riconosciuto il credito a prescindere dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente. Vi rientrano anche gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. 

Il credito d’imposta spetta a condizione che i soggetti esercenti attività economica abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Per gli enti non commerciali non è prevista tale verifica con riferimento all’attività istituzionale. Per questi soggetti, quindi, il requisito da rispettare ai fini della fruizione del credito d’imposta è che l’immobile per cui viene corrisposto il canone abbia una destinazione non abitativa e sia destinato allo svolgimento dell’attività istituzionale. 

Lavoro & Previdenza

Sono un percettore di Naspi, ho letto che è possibile percepire l’intera Naspi in un’unica soluzione per aprire una attività, volevo sapere: è possibile richiedere l’incentivo anche nel caso di costituzione di una srl?

F.V. Siena

Nella circolare Inps n. 174 pubblicata il 23 novembre 2017  abbiamo proprio l’apertura alla possibilità di richiedere l’incentivo anche per l’avvio di attività in forma societaria, a patto che il socio oltre a conferire capitale svolga anche attività di lavoro autonomo o d’impresa. 

Le attività per le quali è possibile richiedere l’anticipo della NASPI dal 2018 sono le seguenti:

  • Attività professionale esercitata da liberi professionisti anche iscritti a specifiche casse, in quanto attività di lavoro autonomo;
  • Attività di impresa individuale commerciale, artigiana, agricola;
  • Sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio; costituzione di società unipersonale (S.r.l., S.r.l.s. e S.p.A.) caratterizzata dalla presenza di un unico socio. 
  • Costituzione o ingresso in società di persone (S.n.C o S.a.S) – in analogia peraltro a quanto era già previsto per l’istituto dell’anticipazione in materia di indennità di mobilità (circ.n.70 del 30 marzo 1996) – in quanto il reddito derivante dall’attività svolta dal socio nell’ambito della società è fiscalmente qualificato reddito di impresa;
  • Costituzione o ingresso in società di capitali (S.r.L) per la medesima considerazione sulla natura del reddito derivante dall’attività in ambito societario, qualificato anch’esso fiscalmente reddito di impresa.

Resta fermo che ai beneficiari di NASpI che rivestono la posizione di socio di capitale conferendo esclusivamente capitale e la cui partecipazione alla società non è riconducibile ad attività di lavoro autonomo o di impresa, non può essere riconosciuto l’incentivo all’autoimprenditorialità.

A cura di:
Studio Dott. Claudia Piano 
Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Siena
Revisore Legale – Commercialista del Lavoro
Con studio in Siena e Poggibonsi

La rubrica settimanalmente affronterà argomenti riguardanti Fisco, Lavoro e Previdenza e risponderà ai quesiti che vorrete far pervenire al seguente indirizzo e mail pillolefiscali@gazzettadisiena.it

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