Così l’assessore al bilancio del Comune di Siena Luciano Fazzi ha commentato l’istituzione del fondo di garanzia senese durante l’ultimo consiglio comunale

“Siamo stati lungimiranti partendo con il Fondo troppo presto, ma questo non pregiudica il fatto che possono trovare applicazione decisiva nei prossimi mesi”. Così l’assessore al bilancio del Comune di Siena Luciano Fazzi ha commentato l’istituzione del fondo di garanzia senese durante l’ultimo consiglio comunale.

E’ stato il consigliere Bruno Valentini (Pd) a porre all’attenzione del Consiglio con un’interrogazione, il fondo di garanzia, ricordando che “tale strumento, avente l’obiettivo di aiutare le imprese locali, rientrava in una più ampia manovra economica di sostegno a famiglie e aziende”.

Ripercorrendo i punti chiave del piano annunciato dall’amministrazione nella prima fase iniziale della crisi pandemica “con agevolazioni che alla luce di quanto dichiarato anche dal Sindaco di Grosseto non sono state mantenute”, Valentini ha chiesto “quale sia stato il ricorso effettivo delle imprese senesi al ‘Fondo di garanzia senese‘ che nelle intenzioni doveva essere un efficace mezzo di potenziamento del credito al quale hanno dichiarato di aver aderito però solo tre banche locali di credito cooperativo”. E aggiunto anche “se non si ritenga opportuno considerare un’assoluta priorità la sopravvivenza delle piccole imprese della nostra città destinando loro il massimo possibile delle risorse che il Governo ha riconosciuto e riconoscerà agli Enti locali”.

L’immediata risposta è arrivata dall’assessore al bilancio Luciano Fazzi: “L’idea del Fondo parte a marzo con il primo lockdown da una idea dell’amministrazione comunale e Franco Vaselli. Dopo una approfondita concertazione tra gli attori progetto, Fondazione Mps, Fondazione per la prevenzione dell’usura, le tre banche di credito cooperativo del territorio e la Camera di commercio in rappresentanza delle Associazioni di categorie a giugno prende forma il progetto. Il monitoraggio fatto a settembre ha evidenziato un utilizzo pressoché nullo dello strumento che ci ha spinto, pur nelle difficoltà, ad organizzare incontri tra gli attori coinvolti. Dalle banche – prosegue Fazzi – è emersa la chiara spiegazione che sono risultati un numero impressionante le richieste per i 25mila euro poi diventati 30mila euro ed hanno sorbito la filiera operativa della Banca non strutturata per far fronte ad una massa di domande del genere. Probabilmente, quindi, siamo stati lungimiranti partendo con il Fondo troppo presto, ma questo non pregiudica il fatto che possono trovare applicazione decisiva nei prossimi mesi. I responsabili dell’area commerciale e crediti e i direttori di filiali delle Banche coinvolte, si sono impegnati ad utilizzare lo strumento per le micro e nano imprese del nostro territorio di cui hanno riconosciuto l’utilità”.

“Le associazioni di categoria – ha detto ancora l’assessore – hanno sostanzialmente fornito le stesse spiegazioni delle Banche rimarcando però la validità del progetto ed i riflessi positivi che può generare sul territorio e ai propri associati. Le Fondazioni hanno creduto da subito ai provvedimenti e di essere operative e rapide quando chiamate a fornire la garanzia. Si ritiene che nei prossimi mesi il Fondo di garanzia senese possa avere un rapido sviluppo ed ora più che mai possa esplicare tutta la propria efficacia andando a fornire alle micro e nano imprese del territorio quella iniezione di liquidità immediata che consenta alle stesse di gestire più serenamente questo secondo impatto determinato dalle nuove chiusure”. Bruno Valentini, nella replica, si è detto “soddisfatto di aver appreso che questo strumento fu presentato in toni trionfalistici, ma non è stato di fatto utilizzato dalle imprese. Speriamo venga utilizzato in futuro. Dico all’amministrazione di avere più prudenza e raziocinio quando davanti ad una crisi così importante del sistema economico si vogliono mettere a punto strumenti che poi si rivelano inadeguati rispetto alla domanda degli imprenditori locali”.

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