Il farmaco anti Covid derivato dagli studi del Mad Lab di Tls, gruppo coordinato da Rappuoli sarà “economicamente accessibile e sarà disponibile già in estate”

Nei laboratori di Toscana Life Sciences si inizia con la sperimentazione degli anticorpi monoclonari. Il farmaco a cui il professor Rino Rappuoli e i ricercatori di Tls lavorano da quasi un anno sta per essere testato sull’essere umano, facendoci muovere un ulteriore passo verso la luce in fondo al tunnel dell’emergenza sanitaria.

Ma cosa potrebbe succedere una volta immesso sul mercato il farmaco anti-covid? E’ una domanda a cui ha risposto, insieme ad altre Rino Rappuoli, in una video interviste concessa al Corriere della Sera.

“Dall’estate – ha detto – si potrà forse guarire dal Covid-19 con una semplice iniezione intramuscolare, fatta in ospedale, a casa o dal medico. Una volta che il liquido della fiala sarà iniettato, basteranno tre o quattro giorni per guarire e sconfiggere il virus”.

Il farmaco monoclonale è l’unico italiano e si è dimostrato molto potente (studi in vitro e in vivo), al punto che potrebbe servirne una quantità di molto inferiore a quella utilizzata dall’allora presidente Usa Donald Trump in vista delle elezioni. Gli ultimi studi hanno inoltre dimostrato la capacità degli anticorpi monoclonali di combattere anche le varianti inglese, sudafricana e brasiliana.

Il team di ricercatori, perlopiù donne e quasi tutte italiane, sono al lavoro su questo farmaco rivoluzionario da quando il Covid-19 fece tappa a Codogno, per la prima volta in Italia, sotto la supervisione del dottor Rino Rappuoli, microbiologo, coordinatore scientifico del Mad Lab di Fondazione Toscana Life Sciences.

“Nel giro di un mese ci aspettiamo i primi dati sulla sicurezza – spiega Rappuoli – verso maggio/giugno i primi dati sull’efficacia” così, compatibilmente, il farmaco potrà essere messo a disposizione del Servizio sanitario nazionale a partire appunto dall’estate.

Si tratta di un farmaco molto costoso, ma anche a questo pare che gli scienziati abbiano trovato una soluzione. Rino Rappuoli sottolinea infatti che “abbiamo cercato di sviluppare un farmaco molto potente così che sia possibile averne dosaggi inferiori a prezzi accessibili“.

“Gli anticorpi – aggiunge Rappuoli – sono sostanze naturali prodotte dal nostro organismo. Noi non abbiamo fatto altro che selezionare gli anticorpi prodotti dai pazienti guariti, riprodurre in laboratorio quelli più potenti, fino a passare alla produzione industriale che li rendono un medicinale da iniettare nelle persone”.

Il farmaco è stato prodotto per l’avvio degli studi clinici sull’uomo, per conto di Tls dal partner industriale Menarini Biotech, presso lo stabilimento di Pomezia, nel Lazio. E infine, per quanto riguarda la disparità di trattamento tra Paesi ricchi e Paesi poveri, come già avvenuto con i vaccini, il farmaco monoclonale è pensato anche per i Paesi poveri perché è potente e prodotto a un prezzo accessibile.

“Abbiamo raccolto in questo lavoro i risultati più significativi dell’attività di ricerca svolta negli ultimi mesi e che ci ha permesso di ottenere una sempre migliore caratterizzazione degli anticorpi – spiega anche Claudia Sala, Senior Scientist del Mad Lab presso Fondazione Toscana Life Sciences – Tra questi anticorpi ne abbiamo selezionati 14, poi classificati in quattro diversi sottogruppi, sulla base della loro specificità di legame a porzioni definite della proteina spike del virus. Anche dopo la scelta dei 3 anticorpi più promettenti e del candidato farmaco, ora in fase di sperimentazione clinica il lavoro di ricerca nei nostri laboratori prosegue affinché si possano avere sempre maggiori risposte nel percorrere la strada per combattere SARS-CoV-2″.

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