ex fornace Crestini Valdorcia Pienza

Un mostro deturpa la Valdorcia: l’ex fornace Crestini abbandonata da mezzo secolo

A pochi chilometri da Pienza, nella splendida Valdorcia, da quasi 50 anni c’è un mostro che la deturpa: l’ex fornace Crestini.

La fornace Crestini nacque negli anni ’50 per produrre mattoni. Un’attività fiorente negli anni del boom edilizio. Dava a lavoro a moltissimi abitanti della zona.

Poi la crisi, la chiusura, la cessione a imprenditori siciliani falliti, arrestati per reati mafiosi. La magistratura mette sotto sequestro i dodici ettari di area, e i 12mila metri quadri di fabbricato. L’edificio, al tempo grande e solido, va all’asta.

Ad acquistare per un miliardo e duecentomilioni di lire è la società che faceva capo a Paolo Lavino amministratore delegato della società “Bottega Verde”, altra fiorente attività della zona anche se in tutt’altro settore: i cosmetici.

Sono gli anni ’90 e qui, proprio ai piedi di Pienza, “Bottega Verde” vuole realizzare la sua nuova sede. Presenta un progetto che si arena nella burocrazia dei permessi comunali.

L’edificio, un tempo solido, nel frattempo è andato in rovina, si è trasformato in un rudere. E nel 2019 la società di “Bottega Verde” cambia strategia di produzione e decide di mettere in vendita.

Il rudere, un vero mostro, si stende per oltre 150 metri ai bordi della provinciale che collega Montepulciano a Pienza.

Unica nota positiva, l’area è stata interamente bonificata da tutto ciò che era stato lasciato dalla fornace: rimossi cinquemila metri quadri di amianto, bonificati 140 carrelli utilizzati per immettere nei forni l’argilla. A farlo, con un intervento costato mezzo milione di euro, è la società di Bottega Verde che l’aveva acquista e che poi aveva dato la procura della gestione all’architetto Lero di Cristina.

Neppure la bonifica è facile. La proprietà mette i carrelli in un terreno di sua proprietà ma la Forestale la accusa di aver creato una discarica abusiva e la multa pesantemente: 70mila euro, ridotti a qualche migliaio di euro dopo una serie infinita di ricorsi.

L’enorme rudere giace adesso abbandonato, ed ogni proposta fatta per cambiare destinazione all’area è sempre stato rifiutato.

Recentemente c’era stata una manifestazione di interesse ma dopo i primi contatti con la proprietà, venuti a conoscenza dei vincoli e delle incompatibilità con gli indirizzi urbanistici del Comune, anche questi potenziali creditori si sono volatilizzati.

Per l’area sembra non esserci un futuro, se non un lento implacabile degrado.

Video Paolo Maglioni

Susanna Guarino
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

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