L’evento a Roma con il sindaco della capitale Roberto Gualtieri e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida

È stata Elena D’Aquanno, la coordinatrice della cordata di imprenditori che ha rilevato il marchio di Enoteca Italiana Siena, a premiare le cantine toscane che hanno vinto il 21esimo Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023. La cerimonia si è tenuta stamani a Roma e ha visto la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e di altre istituzioni. Oltre alla consegna dei premi D’Aquanno ha tenuto anche un intervento nel quale ha ribadito l’orgoglio per l’acquisizione di un marchio che è fa parte della storia del vino italiano e l’ambizione di farlo tornare grande.

“Questa è la prima uscita ufficiale per Enoteca Italiana Siena dopo l’assegnazione. Per tanti, troppi, anni un attore protagonista è stato costretto a non recitare il suo ruolo: quello di contribuire a valorizzare le nostre eccellenze, conceder loro una vetrina d’eccezione, diffondere la cultura del bere bene. Una parentesi che è finalmente terminata e che vedrà Enoteca Italiana Siena tornare a rappresentare uno dei punti di riferimento per questo meraviglioso mondo”, ha detto d’Aquanno, prima di evidenziare il filo rosso che unisce l’associazione organizzatrice del concorso ed EIS.

“L’associazione Città del Vino è nata a Siena nel 1987, a Siena ha la sua sede, e annovera fra i suoi associati centinaia di Comuni dell’intero territorio nazionale, supportandoli nella promozione dei territori facendo leva su una delle loro eccellenze. Siena, Italia, Vino: sono le tre parole attorno a cui hanno ruotato e ruoteranno le attività del nuovo corso di Enoteca Italiana. Da dove si è interrotta la sua storia intendiamo ripartire, lì vogliamo porre la punta per poi aprire il compasso della cultura del vino e tracciare cerchi concentrici sempre più grandi”.

“E per farlo – ha puntualizzato – sono importanti le sinergie tra tutti gli attori: aziende vitivinicole, ovviamente, enti autorevoli come l’Accademia della Vite e del Vino, istituzioni ad ogni livello, associazioni come la vostra, realtà come Enoteca Italiana Siena. E non ho detto nostra, come sarebbe stato automatico, perché quella storia è patrimonio di Siena in primis, della Toscana, dell’Italia tutta. Ed è pronta a dare il suo contributo, non solo come vetrina, ma anche come volàno per i soggetti economici, come strumento di diffusione della cultura del vino italiano in patria e all’estero. Una sfida enorme, ma che vale la pena di essere affrontata e vinta, nell’interesse di tutto il nostro microcosmo e dell’Italia intera”, ha concluso D’Aquanno.

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