Si lavora sulla SR 429 e affidata la gara per Granaiolo. Ma verso Siena e verso il mare non ci sono progetti

Sono lontani gli anni in cui Poggibonsi veniva chiamata “l’ombellico della Toscana” per quella sua posizione centrale, diremmo strategica oggi. Città di confine tra gli Stati ieri, tra le Province oggi, di Siena e Firenze, non lontano dal confine pisano.

Poggibonsi è una città che grazie alla sua posizione è riuscita a svilupparsi più di altre. Merito dello spirito imprenditoriale dei poggibonsesi in primis, ma tanto ha voluto dire anche la presenza dei due svincoli dell’Autopalio, ovvero del raccordo Firenze – Siena.

La prima vera superstrada toscana, la quale fu aperta nel 1964 come “compensazione senese” per la perdita del progettato tracciato originario della A1. Una strada che all’epoca trovò molti contrasti, soprattutto degli ambientalisti, ma che alla fine portò ricchezza e prosperità.

Adesso la Regione Toscana è impegnata nell’ultimo lotto della SR 429, i cui lavori sono iniziati ed in corso a Castelfiorentino. Una strada che breve si collegherà con il tratto già rinnovato tra Certaldo e Poggibonsi, e quindi tra Castelfiorentino ed Empoli, accorciando significativamente la tratta tra le due città toscane.

Sull’altro fronte l’opera di RFI, con il raddoppio della Ferrovia Empoli – Granaiolo, che migliorerà a livello di tempo i collegamenti tra la stazione di Poggibonsi e quella della città fiorentina, in attesa dell’elettrificazione.

Proprio questi giorni sono in corso le interlocuzioni con i Comuni per un possibile miglioramento del progetto esecutivo, in quanto la gara di RFI è stata aggiudicata. Entro fine estate l’incontro con la Regione Toscana per definire le strategie per superare i 13 passaggi a livello presenti nella tratta, opere tutt’altro che facili da portare a termine.

Se queste opere fanno sperare positivamente i pendolari della Valdelsa, i quali non sono certamente tra i più fortunati, per via dei continui ritardi quando non della soppressione delle corse, a mancare ad oggi è una strategia per migliorare il flusso verso Siena.

Infatti da Poggibonsi a Siena non è ancora previsto il raddoppio della ferrovia.

Come nulla è previsto per migliorare uno sbocco ferroviario verso il mare. Non è un caso se qualche poggibonsese ironizzava sul fatto che dalla stazione di Poggibonsi per raggiugere Cecina servono 2 ore e 39 minuti, quando non 3 ore. Un tempo che è quasi il doppio di quello occorrente in auto.

Sarà solo guardando a Firenze il futuro di Poggibonsi e della Valdelsa?

Se l’assessore regionale Baccelli si dice soddisfatto del “potenziamento ferroviario e stradale”, adesso si attendono risposte da parte della politica senese la quale, storicamente, non ha brillato per impegno sulle infrastrutture.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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