La biglietteria fisica è chiusa da due settimane, delle due automatiche una è guasta e nell’altra si può pagare solo con la carta di credito

Che il rapporto tra Trenitalia e i suoi passeggeri sia ai ferri corti da ormai diversi decenni è cosa ormai nota. I continui ritardi da parte dei treni, le cancellazioni, i mai domi lavori ai binari e i guasti elettrici sono ormai diventati il leit motiv principale delle Ferrovie dello Stato, e la rabbia dei suoi utilizzatori cresce di giorno in giorno senza che venga mai trovata una soluzione. In particolare, ad essere entrata nell’occhio del ciclone è stata la stazione di Chiusi-Chianciano Terme, dove in molti si sono lamentati per le difficoltà nell’acquistare i biglietti per le diverse tratte. La stessa fermata serve tutto il territorio della Val d’Orcia, il versante senese del Monte Amiata e parte della vicina Umbria; è, insomma, un crocevia importantissimo per il sud della provincia di Siena, e la quasi impossibilità di riuscire ad ottenere un qualsiasi titolo di viaggio ha un che di grottesco. Ma andiamo con ordine.

Lo scorso 9 giugno il Comune di Chiusi, dopo svariate segnalazioni da parte dei cittadini, aveva portato alla luce il disservizio dato dalla chiusura della biglietteria fisica da parte di Ferrovie dello Stato, scrivendo pubblicamente che fosse “quantomeno singolare non essere stati preventivamente contattati sui lavori che si sarebbero dovuti eseguire”. La chiusura, infatti, era dovuta all’adeguamento dell’impianto elettrico che non lo rendeva un luogo sicuro per i lavoratori. Pochi giorni dopo, con la situazione ancora inalterata e lontana da una risoluzione, era però stata riconfermata l’Alta Velocità: “Una riconferma importante – aveva dichiarato festoso il sindaco Gianluca Sonnini – per Chiusi e per tutto il territorio circostante. Adesso lavoriamo affinché queste fermate possano diventare stabili per l’intero anno, ma senza dimenticare l’importanza di Intercity e treni Regionali che rappresentano, se ben strutturati, la vera ricchezza per il nostro territorio e per i quali dobbiamo combattere una battaglia altrettanto importante”.

Un vero e proprio vanto per la provincia di Siena, considerando che quella stazione è tutt’ora l’unica del circondario a permettere la salita e la discesa dai treni Alta Velocità. A distanza di due settimane, però, con i treni che vanno e vengono a tutte le ore del giorno, comprare un biglietto rimane ancora un’impresa ai limiti dell’impossibile. Nell’edificio di Piazza Dante, infatti, la biglietteria fisica continua ad essere chiusa ai passeggeri, e chi vuole procurarsi un titolo di viaggio è costretto a farlo dalle biglietterie automatiche a lato…quando funzionano. Ironia della sorte, infatti, non sempre le macchinette risultano funzionanti, creando così un ulteriore disservizio in quello già – drammaticamente – esistente.

Non è possibile assistere a una cosa del genere nel 2022 – esplode una passeggera in attesa di salire sul Regionale Veloce per Firenze. -. Oggi è mercoledì 22 giugno e sono già due settimane che qui è impossibile comprare un biglietto. Degli addetti di Trenitalia non c’è nemmeno l’ombra, e per di più delle due biglietterie automatiche che ci sono una è guasta e l’altra funziona solo con la carta di credito: ho dovuto chiedere a un giovane di comprarmi il biglietto col suo bancomat per poi ridargli i soldi in contanti, e come me hanno dovuto fare tanti passeggeri. Per questo motivo ho perso il treno precedente e ora devo aspettare per due ore il prossimo. È una cosa vergognosa“. Un disservizio notevole che dovrà essere risolto il più presto impossibile: la stagione estiva è già iniziata e qualsiasi passo falso potrebbe essere cruciale per le sorti dei paesi del circondario.

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