Moltissime volte abbiamo sentito dire la frase “sono nei terribili due anni”, è così che vengono chiamati, ma cosa ci aspetta veramente? Vediamo i momenti più critici da superare insieme.

Facciamo chiarezza

Partire col piede giusto rappresenta metà del lavoro. Tante volte abbiamo sentito i nostri amici lamentarsi di questa età particolare e spesso queste lamentele hanno creato in noi un senso di ansia nei confronti delle nuove fasi. Tuttavia la prima regola di un buon genitore è di non farsi condizionare troppo dalle esigenze degli altri e dalle loro esperienze. Ogni bambino ha il proprio carattere, il proprio modo di comunicare e di scoprire il mondo. Per questo motivo non bisogna partire con l’idea che sicuramente ci saranno determinati problemi e che non avremo più un momento di serenità fino al compimento del nuovo anno.

Quello che invece dobbiamo tenere in mente e che durante questo periodo i bambini attraversano una nuova fase che per loro è molto entusiasmante perché cominciano a guardare il mondo da una nuova prospettiva: la loro prospettiva.

Cosa sono questi capricci?

Una volta compiuti due anni i bambini iniziano ad essere estremamente curiositi nei confronti di tutto ciò che li circonda, questo non riguarda solo il mondo esteriore ma anche il loro mondo interiore. Scoprire di avere dei sentimenti nuovi non è una cosa da poco per un bambino. Provare rabbia, felicità o paura rende il mondo più divertente e i genitori sono i primi ad essere coinvolti in questo grande esperimento sociologico. Saremo quindi messi alla prova perché in base alle nostre reazioni i bambini impareranno come funziona il mondo e cosa ci si aspetta da loro. Spesso un atteggiamento di sfida o di rifiuto nei nostri confronti è visto come un semplice capriccio ma il più delle volte è un esperimento vero e proprio! Spiegare il perché delle cose è indispensabile quindi a tutte le età…anche quando ci sembra che non capiscano.

La ricerca di autonomia

Sono molti gli studiosi a sostenere la tesi dell’autonomia: l’acquisizione della capacità di spostarsi da soli amplia tantissimo lo spettro dei luoghi in cui il bambino si può muovere e delle cose che può fare… È pronto quindi ad esplorare quello che lo circonda e diventa pian piano consapevole di essere un individuo. Da questo punto di vista la rabbia molto spesso è più dovuta alla frustrazione come conseguenza del non poter fare le cose da solo e di vedere negata una possibilità di esplorazione. Bisogna quindi scegliere quali sono i comportamenti da allontanare o accogliere per far sì che ci sia un’azione educativa.

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