La consigliera Rosignoli si batte per dire no agli accorpamenti voluti dal Governo che toglieranno autonomia a 24 istituti toscani

Sono quindici gli istituti scolastici che perderanno l’autonomia nell’anno scolastico 2024-2025; ed altri nove li seguiranno nel biennio seguente.

In totale saranno 24, entro il 2027. Lo stabilisce il decreto interministeriale con i criteri per la definizione del contingente organico di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione per il triennio in questione. Un provvedimento che aveva già fatto storcere il naso alle Regioni, per i timori di ricadute sulla didattica, sull’occupazione e sullo spopolamento delle aree interne.

Con questo recente decreto il Governo Meloni ha imposto alla Regione Toscana di passare da 470 a 446 istituti superiori entro il 2027.

“È davvero triste notare come i Governi di centrodestra facciano dei tagli verticali sulla scuola sempre un proprio tratto distintivo, come se questa non fosse il più grande e importante investimento sul futuro del nostro Paese, dei suoi giovani e della sua cultura” dice con forte critica Elena Rosignoli, consigliera regionale in quota Pd.

“La Toscana – continua – si è sempre distinta invece per una politica che, nonostante le difficoltà, ha cercato di proporre un dimensionamento delle Istituzioni scolastiche efficiente, senza creare danni da un punto di vista di continuità pedagogica ma soprattutto per tutti quei territori interni che rischiano ogni giorno di impoverirsi di servizi essenziali. Purtroppo è l’esatto opposto di quanto oggi chiede il Governo. Lavoreremo, in confronto con gli enti locali, per chiedere al Governo di rivedere questa scelta, in coerenza con ciò che anche la nostra Commissione competente del Consiglio Regionale ha sempre portato avanti. Per noi, la scuola è futuro e i cambiamenti vanno governati con responsabilità e lungimiranza. Non con l’accetta”.

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