In Toscana bar e ristoranti aperti fino al 23, poi nuova chiusura

Zona gialla da domani, 20 dicembre, fino al 23. Poi rossa e arancione, fino al 6 gennaio. La Toscana (e quindi Siena e la sua provincia) diventa multicolore nel periodo delle feste natalizie, in base al decreto illustrato ieri da Giuseppe Conte in conferenza stampa. Fermo restando le norme in vigore dallo scorso 3 dicembre, sulla divisione dell’Italia in zone rosse, arancione e gialle (a seconda dei contagi) e del divieto di spostamento fra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio.

A queste misure si intersecano le altre: in sostanza l’Italia diventa zona rossa nei prefestivi e festivi, zona arancione negli altri giorni.

Il decreto legge con le nuove misure anti contagio da Covid-19 per il periodo natalizio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale. Il provvedimento è in vigore da oggi, 19 dicembre. Rispetto alla bozza del testo entrata in Cdm, si aggiunge un articolo relativo ai ristori immediati per bar e ristoranti. “E’ riconosciuto un contributo a fondo perduto, nel limite massimo di 455 milioni per l’anno 2020 e di 190 milioni per l’anno 2021” a ristoranti, bar e mense che abbiano subito danni dalle norme anti-Covid. Il contributo viene dato a chi abbia già goduto da quello disposto dal dl Rilancio e non può essere superiore a euro 150.000.

Lo schema

Italia in zona rossa nei festivi e prefestivi, in zona arancione nei giorni lavorativi. Con deroghe previste per chi vive nei Comuni fino a 5mila abitanti e per eventuali ospiti da ricevere a casa durante le feste (massimo 2 persone, oltre a under 14 e disabili che non contano sul totale). Chiusi fino all’Epifania bar e ristoranti, per cui vengono subito stanziati oltre 645 milioni di euro di ristori. Sono queste le misure cardine per la fine dell’anno previste dal decreto legge Covid approvato dal Consiglio dei ministri.

Zona rossa: giorni e orari

Il calendario di regole prevede che il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio saranno in vigore le restrizioni finora previste per la zona rossa. Ciò significa che non ci si potrà spostare dalla propria abitazione se non per motivi di lavoro, salute o necessità comprovati con autocertificazione. Chiusi negozi, centri estetici, bar e ristoranti, mentre restano aperti i supermercati, i parrucchieri, le farmacie. L’attività motoria sarà consentita solo vicino casa. Chiese aperte per le funzioni religiose solo fino alle 22, perché a quell’ora e fino alle 5 del mattino scatta il coprifuoco.

La deroga

Nei giorni “rossi” il governo ha però introdotto una deroga che permetterà di spostarsi per visitare amici e parenti all’interno della propria Regione. Una norma pensata soprattutto per il pranzo di Natale e Capodanno. “Durante i giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 lo spostamento verso le abitazioni private è consentito in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, verso un’abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle lì già conviventi”. In sostanza sarà consentito ospitare a casa massimo due persone, a cui si potranno aggiungere eventuali minori di 14 anni, disabili e persone non autosufficienti (che non rientrano nel computo). Nessun limite al grado di parentela: di fatto si potranno invitare a tavola anche due amici, sempre a patto di mantenere le distanze e rispettare tutte le regole di sicurezza.

Zona arancione: giorni e orari

Il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio l’Italia sarà invece in zona arancione. Di conseguenza ci si potrà spostare liberamente solo dentro al proprio comune, mentre per andare in un altro comune o in un’altra Regione servirà l’autocertificazione attestante comprovati motivi di necessità, salute o lavoro. Anche qui restano chiusi bar e ristoranti, mentre i negozi saranno aperti fino alle 21. Il coprifuoco resta fissato alle 22.

Deroga per i piccoli comuni

Come chiesto da Parlamento, Regioni e opposizioni, durante i giorni “arancioni” sarà consentita la mobilità a chi vive in un paese con meno di 5mila abitanti. Ma ci sono dei limiti: ci si potrà spostare solo entro 30 chilometri e non per raggiungere i capoluoghi di provincia. Perché? L’obiettivo è quello di evitare assembramenti nei centri storici come avvenuto negli scorsi weekend.

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