L’intervento del sindaco di Siena Luigi De Mossi: “Mps, ultima possibilità per l’indennizzo di questa città. La Fondazione vada avanti con un’azione giudiziale”

“E’ l’ultima chiamata per il futuro di una comunità”. Così il sindaco di Siena Luigi De Mossi ha aperto oggi la seduta del consiglio comunale di oggi sul futuro del Mps.

“Il tema di oggi – ha detto -è l’ultima chiamata per un indennizzo nei riguardi di questa comunità. Stiamo facendo un lavoro unitario dal punto di vista istituzionale: non può che essere in questo modo. E’ un momento in cui non dobbiamo difendere una ragione o un torto, ma il futuro di una comunità intera. Vi prego di spogliarvi, dove sia possibile, per un po’ dalla singola appartenenza politica e dai singoli rancori. Serve una politica vera, per la città, per tutelare quelle che sono le ultime risorse di Siena. La vita è come un teatro, ma le prove non si fanno: siamo senza alcun paracadute. Quello che facciamo e le decisioni che vengono prese in altre sedi saranno decisive per i giovani e le generazioni future. Per questo è un momento significativo e importante”.

De Mossi ha anche accennato all’azione legale intrapresa, attraverso due lettere inviate a Palazzo Sansedoni dallo stesso primo cittadino, dalla Fondazione Mps nei confronti della banca. “Il tema è delicato – ha detto – ci sono vari aspetti. C’è stato un primato dei tecnici sulla politica e in questa fase non è giusto che sia così. Sull’azione legale posso dire che per prima cosa la banca Mps è ancora quotata in borsa, ci sono dei limiti di pubblicità che possiamo dare alle nostre iniziative. Per seconda cosa non voglio scoprire le carte, ma vorrei che la Fondazione gestisse passo passo questa vicenda senza anticipare adesso le soluzioni migliori. E’ necessario non attendere più: dobbiamo chiedere l’indennizzo in via giudiziale. Se sono bastate alcune lettere per essere dialoganti con il Mef, credo che ci sia l’obbligo di cercare di spingere avanti questa trattativa e quindi procedere con un’azione ponderata e autorevolmente sostenuta”.

Il sindaco ha anche ricostruito la storia degli ultimi anni di Mps. “La storia del Mps – ha detto fra le altre cose – e la sua debolezza patrimoniale nascono nel momento in cui c’è stata l’acquisizione della banca 121 e poi a seguire Antonveneta. E’ evidente che queste scelte non appartengono alla maggioranza consiliare e alla giunta o a chi adesso esercita il ruolo di sindaco. Per sostenere quota 51 per cento della Fondazione sono stati fatti aumento di capitale che hanno depauperato il patrimonio della Fondazione stessa. Questa è storia, sono fatti incontestabili”.

“Il rapporto fra gli enti nominanti – ha detto ancora De Mossi – e la deputazione generale della Fondazione, attraverso lo Statuto attuale, prevede una totale indipendenza da parte della stessa deputazione: prevede che questa non abbia alcun obbligo di risposta nei confronti degli enti proponenti. Io stesso fin dal 12 aprile del 2013 avevo mandato in Comune una modifica dello Statuto, non per violare la legge, ma perché chi venga nominato risponda alla propria comunità, perché cioè chi va in Fondazione sia impegnato e legato alla nostra comunità. Non ho avuto risposta, ma il tema rimane”.

L’intervista al sindaco Luigi De Mossi dopo il suo intervento in consiglio comunale.

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