All’archiviazione si era opposto l’avvocato della famiglia di David Rossi ma l’intervento dei magistrati era legittimo

Il Presidente della sezione Gip/Gup di Genova ha messo stamattina la parola fine al procedimento sulle indagini per la morte di David Rossi. Ha deciso in maniera conclusiva sulla vicenda relativa alla morte di Rossi David con la formula piena del “perché il fatto non sussiste”. Tre magistrati – Marini, Natalini e Nastasi – erano stati indagati per il reato di falso per omissione. L’accusa aveva sostenuto che i magistrati senesi non avevano verbalizzato correttamente le azioni da loro compiute. Alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Genova perché il fatto non costituiva reato, si era opposto l’avvocato Miceli per la signora Tognazzi e la figlia Orlandi.

Il Giudice, dopo un’attenta valutazione degli atti e dopo aver ascoltato in udienza le parti, ha concluso per l’assoluta insussistenza del fatto. Ha ritenuto in particolare che i procuratori senesi avessero legittimamente la direzione delle indagini mentre l’obbligo di verbalizzazione era della P.G. – come del resto sostenuto sin da principio dai tre magistrati -, Dunque nessuna alterazione della scena del crimine. Del resto, da sempre, l’intervento dei magistrati senesi era stato ritenuto legittimo, lecito e doveroso nelle due precedenti archiviazioni che avevano escluso qualunque inquinamento investigativo.

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