David Parenzo Sapienza roma
David Parenzo fonte WikiPedia

Parenzo: “non posso parlare, urlano fascista sionista, non possiamo uscire dall’aula”

Spiacevole inconveniente per David Parenzo ieri alla Sapienza di Roma durante l’inizio dell’evento “Ricambio generazionale pronto partenza via.” L’evento è stato organizzato da Le Contemporanee con la partecipazione degli studenti di destra Azione universitaria.

“Lei è un razzista”, ha esclamato una studentessa del collettivo che ha inscenato la protesta. 
“Utilizza la questione femminile strumentalizzandola per difendere e giustificare il genocidio in Palestina, come ha fatto con l’Afghanistan e con l’Iraq. Non ha spazio né l’agibilità politica per parlare qui”. – Ha poi aggiunto la ragazza.

“Lei evidentemente non è preparata.” – Ha detto Parenzo, che ha aggiunto: “Guardate che a Gaza non ci sono i movimenti a favore delle donne. E i gay vengono messi in carcere, nella migliore delle ipotesi. Venite qui, salite sul palco, confrontiamoci. Io sono sempre per il dialogo”.

Il giornalista nel video mostra i colpi dati all’esterno dell’aula sulle pareti. “Siamo bloccati dentro un’aula e non possiamo uscire. Viva la democrazia”, scrive nel post. “Fuori i fascisti dall’università!”, continuavano ad urlare i ragazzi. Poi, in seguito all’intervento di alcuni poliziotti in borghese, la situazione di tensione è lentamente rientrata e l’evento ha preso il via.

Sulla questione che ha coinvolto David Parenzo si è espresso anche Piantedosi

Solidarietà al giornalista da parte di tutte le forze politiche e anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Mi ha telefonato – ha dichiarato Parenzo – e  devo ammettere che le forze dell’ordine in questa occasione sono state impeccabili. La mia paura era che qualcuno potesse farsi male , invece per fortuna hanno saputo gestire la situazione in modo da evitare incidenti».

La replica dei contestatori 

I giovani di Cambiare Rotta hanno replicato:
“Abbiamo contestato Parenzo per il suo ennesimo tentativo di giustificare il genocidio in Palestina. E i fascisti di Azione Universitaria in Sapienza hanno provato a rendere la giornata dell’8 marzo un’occasione per legittimarsi strumentalizzando la questione femminile”.

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