La prima presidente donna della storia quasi centenaria del circolo a “Al Bar dello Sport”: “Tornare in Serie A? Si può fare, ma prima va ricreato il movimento. Sfruttando anche la struttura di Vico Alto”

Ricreare socialità, allargare la base e salire di livello nell’agonismo: sono gli obiettivi del prossimo triennio del Circolo Tennis di Siena, che ha da poco eletto il suo primo presidente donna della storia quasi centenaria (è stato fondato nel 1926), Giulia Collodel. Ex campionessa di tennis, biologa e docente all’Università di Siena, Collodel ha “debuttato” il 26 febbraio alla presentazione delle squadre che prenderanno parte alla prossima stagione. “Abbiamo due formazioni, una maschile e una femminile, che sono dovute ripartire per vari motivi dalle categorie più basse, ma sono due buone squadre che potrebbero salire di categoria – spiega Collodel a “Al Bar dello Sport” – come in tutti gli sport, per stare ad alti livelli devi avere le spalle larghe. Il circolo deve conquistare un livello più che decoroso, sicuramente più alto di quello di ora”.

Un tempo il circolo di Vico Alto aveva una squadra di Serie A, un fiore all’occhiello. È possibile tornare in massima serie? “Se avremo dei giocatori bravi, con un piccolo supporto da qualche giocatore di fuori, penso sia fattibile. Ma la prima cosa è ricreare un movimento che possa pian piano crescere di categoria. Come è stato ai tempi della mia generazione, avevamo una base ampia di giocatori di tennis a diversi livelli. Questo è mancato, negli ultimi anni il circolo ha avuto delle problematiche nell’agonistica”.

L’altro obiettivo è di tornare a vivere il circolo a 360°, sfruttando le sue potenzialità e le sue risorse, dal ristorante alla piscina, fino alla palestra. “Il circolo, e la pandemia ha senza dubbio influito, ha perso quella che era l’idea originaria. Non è adatto a chi viene a giocare un’ora a tennis e poi se ne va. Vorrei rivedere più socialità. Abbiamo una struttura importantissima, che ha voluto fortemente Giovanni Forconi. Ha fatto molto discutere, perché bella ma anche costosa. Ci deve consentire di cambiare passo anche nella parte agonistica. La prima finalità è divulgare il tennis, agonistico e non”.

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