Ascheri Cantagalli

Disponibile da oggi in tutte le librerie d’Italia, il libro di Raffaele Ascheri riporta in luce la verità dei fatti sul caso David Rossi: sarebbe stato un suicidio, un suicidio annunciato

E’ stato presentato questa mattina il libro di Raffaele AscheriCronaca di un suicidio (annunciato). Il caso David Rossi”. Edito da Davide Cantagalli e disponibile già da oggi in tutti le librerie d’Italia, il volume ripercorre le vicende della tragica morte del manager della comunicazione della Banca Monte dei Paschi di Siena. Attraverso documentazioni e testimonianze, l’autore fa a pezzi la narrazione mediatica dell’evento fatto passare come un omicidio. L’intenzione è invece quella di riportare in luce l’unica verità possibile: sarebbe stato un suicidio, anzi un suicidio preannunciato.

“Non ho alcuna pretesa di convincere i lettori – ha detto Ascheri in conferenza stampa – ma credo di aver svolto un lavoro grazie al quale chiunque può avere un’informazione più completa sulla vicenda. Questo perché c’è stata una narrazione unilaterale a livello nazionale io la definisco ‘la grande offensiva mediatica’: libri, trasmissioni televisive e media in generale, tutti, hanno fatto passare l’idea secondo la quale le indagini sarebbero state condotte male, un complotto secondo la loro visione per coprire quello che sarebbe stato un omicidio”.

Ci sono invece ipotesi schiaccianti sull’ipotesi del suicidio – ha sottolineato l’autore – anzi di un suicido annunciato. Sfido chiunque a trovare una persona che sta per suicidarsi e che il giorno stesso della tragedia ha un colloquio di circa due ore con una persona esterna alla cerchia amicale persona che poi testimonia davanti ai magistrati circa lo stato psicologico devastato del soggetto in questione. Guarda caso, la dottoressa Ciani, la coach manageriale, nella narrazione mediatica non è mai stata interpellata, solamente perché la sua testimonianza chiarissima fa capire come invece l’humus psicologico propende per il suicidio”.

Ad avvalorare poi la tesi del suicidio, sarebbero certe contraddizioni nelle versioni della stessa famiglia Rossi: “Mi limito a documentare e comparare le versioni. Certe dichiarazioni che sono state fatte davanti all magistratura non corrispondono a quelle fatte a favore di telecamera o carta stampata. Differente è anche la versione data da Antonella Tognazzi rispetto a quella fornita dalla figlia Carolina Orlandi e non si tratta di cambiare idea, tutti possono cambiare idea, qui si parla di versioni date”.

A prosposito della famiglia, Ascheri ha fatto sapere che: “Non ho intenzione di scendere a livello di insulti e offese, come quelle che ho ricevuto in occasione del lancio del libro da parte della famiglia. Io riporto esclusivamente la documentazione, i fatti. Credo sia probabile che Rossi negli ultimi momenti di vita avesse ripensato a quello che stava per fare e avesse cercato di prendere una soluzione diversa, ma era troppo tardi. Quindi – ha sottolineato – in questo libro non c’è alcun attacco alla figura di David Rossi, anzi credo che di lui sia stata riportata un’immagine che non è quella reale”.

“A questo punto – ha aggiunto Ascheri – sono contento che ci sia la commissione d’inchiesta parlamentare, spero di essere chiamato perché sono disponibile ad incontrarmi pubblicamente con la famiglia e a confrontare le carte. La commissione però secondo me è nata per due motivi non troppo nobili: in primo luogo per il clima politico quello piuttosto condiviso dell’attacco alla magistratura che fa comodo a molti nel mondo politico italiano e poi il fatto che ci si è lasciati convincere avendo solo visto o letto la narrazione mediatica senza aver preso visione dei documenti, i commissari hanno letto le decine di pagine della documentazione? Credo di no”.

A parlare di verità dei fatti è stato lo stesso editore del libro, Davide Cantagalli, da subito poco propenso all’idea del suicidio: “Inizialmente – ha detto l’editore – ero scettico nei confronti di questo libro perché mi ero fatto l’idea che si trattasse di un omicidio. Poi, leggendo il libro con la sua progressione intensa nel racconto dei fatti ho cambiato opinione. Raffaele Ascheri cita documenti inediti, analizza in modo razionale e logico cose parzialmente conosciute al grande pubblico. Così mi sono convinto circa la pubblicazione dello stesso perché grazie a questo si può contribuire a riportare in luce la verità dei fatti”.

“Quello che bisognerebbe fare – ha concluso così l’editore – è evitare che la verità venga relativizzata, la verità emerge quando c’è una osservazione dei fatti dipanati nel tempo e nello spazio e non si deve arrivare ad un giudizio strumentalizzato. Mi sono accorto infatti che questa idea dell’omicidio è stata plasmata da una regia, quella dei mass media italiani che hanno alterato la verità. Ma la verità, e questo come editore mi sta a cuore, è frutto di una realtà che va osservata con attenzione”.

L’intervista a Raffaele Ascheri

La conferenza stampa di presentazione del libro.

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