La storia azienda a rischio chiusura anche a causa della crisi Covid 19: otto negozi nelle città d’arte

Rischia di scomparire, anche a causa della crisi-Covid, la storica azienda fiorentina, con un punto vendita anche a Siena, ‘Il Papiro’ che produce quaderni, blocchi, matite, portapenne e articoli da scrivania su carta marmorizzata: carta decorata con una raffinata tecnica di origine cinese, portata all’eccellenza dagli artigiani fiorentini, tanto che e’ nota anche come ‘carta fiorentina’.

L’azienda nel marzo 2019 è stata dichiarata fallita dal tribunale di Firenze, e la terza asta per rilevare l’azienda è fissata per il 15 luglio. Il valore periziale dell’azienda è di 1,825 milioni di euro: la base d’asta per la vendita del 15 luglio è di 1,476 milioni, e il prezzo base per offerte residuali, valide se l’azienda non sara’ aggiudicata e verra’ rimessa all’asta in una seconda fase, e’ di 1,328 milioni. L

La curatrice fallimentare Ariela Lucia Caramella lancia un “appello accorato” per presentare offerte, perché si tratta dell’ultima occasione per salvare l’azienda nella sua interezza, coi suoi 28 dipendenti e otto negozi in gestione diretta, anzichè smembrarla.

“Quando abbiamo cominciato la procedura – spiega Caramella – eravamo tranquilli: Il Papiro e’ un tesoro dell’artigianato fiorentino, l’esercizio provvisorio stava andando bene, abbiamo fatto utili e potevamo sostenere il graduale ribasso del prezzo di vendita fino a trovare un compratore. Oggi la situazione e’ diversa”.

Il Papiro sta pagando la crisi innescata dal Coronavirus: degli 8 negozi gestiti direttamente dall’azienda, quattro sono a Firenze, anche in punti strategici come piazza Duomo, due a Venezia (di cui uno in piazza San Marco), uno a Roma (al Pantheon) e uno a Siena, città d’arte che hanno visto un crollo dei flussi di turisti, e dunque del giro d’affari da loro generato.

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