Anna (volontaria Cassiopei): “Chi trova un gatto abbandonato, specialmente se è ferito, deve segnalarlo alle associazioni”

Siena purtroppo non è esente dal triste fenomeno dell’abbandono dei gatti, una pratica che potrebbe diventa sempre più usuale con l’arrivo della bella stagione, tra cucciolate e vacanze. “Abbiamo riscontrato parecchi abbandoni ultimamente, due solo negli ultimi giorni – racconta Anna, volontaria dell’Oasi felina dei Cassiopei -. E’ un fenomeno sempre attivo, anche un po’ in crescita. Oltre alla cattiveria umana, gli abbandoni dipendono forse anche dal costo della vita. Avere un animale è un lusso, ma si possono fare dei sacrifici pur di tenerseli. Bisogna avere un pelo sullo stomaco molto grosso per buttare fuori di casa un animale che è stato con te per tanti anni“.

Abbandonare un gatto non vuol dire lasciarlo al suo destino, ma in molti casi significa ucciderlo: “Se vengono abbandonati sono destinati a morire – spiega Anna – perchè non sono capaci di vivere fuori. I gatti randagi riconoscono i pericoli e sanno come procacciarsi il cibo, mangiano di meno. I gatti di casa invece sono protetti e abituati ad avere cibo, all’aperto sono destinati a morire”.

Il problema maggiore adesso, con la primavera, è quello delle cucciolate, che rischiano di creare situazioni molto difficili: “E’ stato un inverno un po’ anomalo, ha fatto caldo e ci aspettavamo già le cucciolate, ma siamo stati fortunati – racconta Anna -. Adesso però arriva il periodo dell’arrivo dei cuccioli e non sarà semplice. C’è la possibilità che la mamma randagia muoia investita da una macchina, e se i gattini rischiano di morire. Se i cuccioli trovati per strada (o sono nati da una gatta di casa) da persone che non hanno la possibilità di accudirli devono essere segnalati alle associazioni, che l’anno scorso se ne sono ritrovate più di quaranta”.

Cosa bisogna fare allora quando troviamo un gatto abbandonato per strada, magari ferito? “La cosa fondamentale è di soccorrere il fatto e di portarlo da un veterinario – afferma Anna -. Il giorno dopo poi bisogna contattare le associazioni, noi ad esempio ci appoggiamo ad A.Mici Miei. Ci sono diversi tipi di segnalazioni, a seconda se si tratta di un gatto randagio o di uno che è scappato di casa. In ogni caso bisogna fare una foto e pubblicarla su Facebook, indicando la zona e il gatto, chiedendo se è di proprietà”.

Vincenzo Battaglia
Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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