La posizione della delegazione provinciale CONI Siena sulla nuova normativa per accedere alle strutture sportive

Super Green Pass per accedere alle attività sportive per gli atleti dai 12 anni in su. Questa la decisione presa dal Consiglio dei ministri e in vigore dallo scorso 10 gennaio che fa discutere i genitori dei giovani atleti italiani. Sono state tremila le firme raccolte dal gruppo Sport Negato nella lettera aperta indirizzata ai vertici dello Stato in cui erano elencate le possibili ripercussioni che questa decisione poteva avere sulla salute mentale dei loro figli.

A seguito della polemica abbiamo domandando al delegato provinciale CONI Siena, Paolo Ridolfi, quale fosse la posizione della delegazione senese.

“La posizione del CONI Siena è chiara: ci sono delle regole e in quanto tali vanno rispettate – esordisce Paolo Ridolfi -. Parlare di negazione del diritto allo sport è soltanto sterile polemica, una strumentalizzazione. Durante la pandemia più di una volta abbiamo assistito a limitazioni della libertà, come ad esempio l’impossibilità di praticare attività fisica al fine di mantenere sotto controllo l’andamento del contagio. Richiedere la vaccinazione, arma fondamentale per proteggere i ragazzi dall’infezione e chi gli sta intorno è solo una tutela per l’intera società”.

I giovani sono stati il bersaglio maggiormente colpito in questa pandemia. Privati di ogni forma di socializzazione e limitati in ogni attività, hanno da subito mostrato il bisogno di un sostegno psicologico: “La denuncia dei genitori è quella di mettere a rischio la salute dei figli, ma l’intento del decreto è il contrario – conclude Ridolfi -. Garantire un’interazione sicura e duratura tra i ragazzi, che più che mai chiedono di tornare alla normalità”.

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