SAMSUNG CAMERA PICTURES

Il sindaco di San Gimignano: “È necessario che questi sacrifici trovino sbocco a livello nazionale in un piano di ripresa dell’economia turistica”

Si è alzato l’urlo “muto” delle imprese a San Gimignano per la fase difficilissima che viene affrontata durante la pandemia epr il Covid. Il sindaco Andrea Marrucci e il vicesindaco Guicciardini, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, erano presenti al sit-in “L’Urlo muto” indetto nella mattina di Venerdì Santo nelle piazze della Cisterna, del Duomo e delle Erbe dal comitato spontaneo di imprese sangimignanesi.

“La manifestazione silenziosa di molti operatori economici è stato un appello muto sulle difficoltà di questa fase difficilissima – ha commentato Marrucci –. Il periodo della Pasqua in zona rossa sarà difficile per tutti: per le attività economiche costrette ad altre chiusure e per le famiglie ed i cittadini perché dovremo osservare ulteriori limitazioni agli spostamenti”.

“È necessario che questi sacrifici trovino sbocco a livello nazionale in un piano di ripresa dell’economia turistica e delle tante attività ad essa collegata. Con una data certa, magari con regole più stringenti e protocolli più severi, senza incertezze, ma in sicurezza. Perché le realtà come San Gimignano non possono perdere il turismo straniero per la seconda estate consecutiva. Inoltre, c’è il tema di far arrivare in piedi le nostre imprese, che soffrono e sono al limite, a quella data certa”.

Il sindaco Marrucci ha approfondito anche la questione dei ristori, una dei temi al centro della manifestazione “L’urlo muto”: “Consapevole della scarsità delle risorse, resto convinto che i sostegni veri debbano arrivare alle imprese più colpite dalla crisi da parte dello Stato. Ho apprezzato lo sforzo fatto dalla Regione di stanziare altri 25 milioni per le categorie più colpite, anche ad alcune categorie inizialmente escluse. Ma, al tempo stesso, sono rimasto molto deluso per l’assenza, pressoché totale, del commercio al dettaglio tra i beneficiari. Non è la stessa cosa tenere aperto, per fare un esempio, un negozio di vestiti per bambini a San Gimignano o a Firenze: non c’è paragone. Per alcune categorie, in realtà come la nostra, restare chiusi o aperti non fa differenza. Per questo ho chiesto due cose precise alla Regione: di valutare una diversa distribuzione della risorse previste per i due bandi di fine giugno e di destinare, prioritariamente, le risorse che verranno dal riparto del decreto “sostegni” al commercio al dettaglio, con una particolare attenzione alle attività delle piccole città a fortissima vocazione turistica, peraltro fin qui escluse anche dai ristori nazionali a fondo perduto e che sono stati limitati solo alle attività dei capoluoghi di provincia o città metropolitane”.

“Con una manifestazione sobria e dall’alto valore simbolico, in un lutto metaforico in vestito nero, nel rispetto delle norme sul distanziamento, molti attori economici sangimignanesi sono scesi nelle piazze – ha dichiarato il vicesindaco Niccolò Guicciardini –. Alla tristezza per il difficilissimo momento che sta attraversando la nostra città, si risponde con la dignità di una comunità e con la voglia di ripartire. E con un grido che rinnoviamo. Le realtà del tutto peculiari come San Gimignano hanno bisogno di misure specifiche di sostegno: siamo Patrimonio dell’Umanità sia quando è un piacere immergersi nella nostra città unica, sia quando abbiamo bisogno di sostegno”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui