Ennesima storia di disagi: “Noi positivi al Covid abbandonati dal sistema. Dopo dieci giorni i rifiuti sono sempre nel nostro giardino”

“Abbiamo paura. Il Covid ti butta giù fisicamente e psicologicamente” sono le parole che risuonano dall’altro capo del telefono. A raccontare nuovamente i disagi e il sentimento di abbandono dovuti dal Covid è ancora una volta una nostra lettrice.

“Tutto è iniziato più di dieci giorni fa, il 23 dicembre, quando ho cominciato ad accusare i primi sintomi. Insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di fare un tampone rapido, al quale sono risultata positiva – racconta la signora -. Ci siamo subito sbrigati a prenotare un molecolare. Fortunatamente il sistema non era ancora in tilt e abbiamo ricevuto il referto la mezzanotte del giorno stesso. Io e mio marito siamo risultati positivi, mentre mia figlia è risultata negativa”.

Da questo momento spiega sono giunti i primi problemi: “Nessuno ci ha considerato per 10 giorni. Il medico curante non era raggiungibile a causa dei giorni di festività, mentre la Usca e il servizio di tracciamento non erano pervenute. Stessa cosa per la guardia medica. Abbiamo passato ore al telefono senza ricevere risposte o assistenza”.

Una situazione aggravata dal nervosismo e dal timore di non fare capo a questa situazione: “Ci sentiamo intrappolati nella nostra stessa casa”.

“Dopo dieci giorni, finalmente siamo riusciti ad entrare in contatto con la Usca e il nostro medico – dichiara sollevata -. Mi sono sentita subito più tranquilla nel sapere che effettivamente c’è qualcuno al di là della cornetta, un po’ come se vedessi la luce infondo al tunnel. La preoccupazione però rimane. Adesso mi domando quando riusciremo ad avere i referti e la certificazione per tornare alla nostra vita”.

Le difficoltà riscontrate da questa famiglia non si fermano qua. Dalla scoperta dell’infezione il servizio di ritiro rifiuti non è mai stato effettuato: “Abbiamo comunicato alla Sei Toscana la nostra positività e ci hanno rassicurato che ci avrebbero fatto avere il kit destinato ai contagiati. Il problema è che questa attrezzatura non l’abbiamo mai ricevuta – dice -. Sono passati più di dieci giorni e nonostante le nostre numerose sollecitazioni, nessuno è venuto a ritirare l’immondizia nel giardino”.

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