Scuole chiuse fino a domenica, poi “faremo valutazioni in base ai dati” come sottolinea l’assessore alla scuola Paolo Benini

Scuole di ogni ordine e grado chiuse a Siena: la decisione, arrivata sabato scorso, da parte del Comune di Siena, ha come scadenza il 6 marzo, ma “verranno fatte valutazioni sui dati giorno per giorno”. Lo sottolinea l’assessore alla scuola del Comune di Siena Paolo Benini.

“Faremo valutazioni giorno per giorno – spiega l’assessore – insieme all’assessore alla sanità Francesca Appolloni analizzeremo i contagi anche per fascia d’età, poi decideremo. Mi auguro che basti una settimana, temo che potrebbe esserci un allungamento di questo provvedimento, ma è presto per dirlo”.

“Va considerato – sottolinea Benini per quanto riguarda le chiusure – tutto l’indotto: dagli insegnati al personale, dalle mense ai cuochi e sporzionatori, dai genitori insegnanti che hanno magari figli positivi. C’è tutta una casistica che impediva e bloccava le strutture, oltretutto per la quarantena si è tornati a quattordici giorni e questo chiaramente allunga i tempi. Per questo abbiamo preferito bloccarci e fare una sorta di ‘reset’ della situazione per poi provare a ripartire. La zona rossa portava con sé già alcuni provvedimenti restrittivi, ne abbiamo aggiunto uno, ma che era logico e necessario”.

“Penso sia stato – aggiunge l’assessore – un provvedimento assolutamente necessario. Probabilmente il virus, mutando, si sta in qualche modo ‘adattando’ alla battaglia e va a colpire anche le giovani generazioni. Tramite vaccini, farmaci monoclonali e quant’altro stiamo combattendo, il Covid si sta adattando e prima o poi troveremo una sorta di equilibrio come accade sempre e come è accaduto con altri virus. Nel frattempo dobbiamo combattere anche con queste soluzioni. Effettueremo sanificazioni in tutte le strutture, per quanto riguarda le scuole comunali, negli orari d’apertura, le insegnanti saranno presenti per la consegna alle famiglie di eventuali materiali didattici rimasti nelle strutture”. 

“E’ possibile – conclude Paolo Benini – che una chiusura totale arrivi anche a livello governativo, abbiamo preferito prevenire una situazione prima che poi la cosa sfuggisse di mano. In questo momento conta la pandemia e tutti i provvedimenti che vengono presi tamponano la situazione. I disagi per le famiglie? Capisco, ma non è un’equazione in questo momento sostenibile. Sono altri tipi di esigenza e necessità. L’elemento base per cui abbiamo preso il provvedimento di chiusura  è prevenire l’ulteriore diffusione. Questo può generare effetti che complicano la quotidianità, ma complicherebbe molto di più la situazione se ci fosse un ulteriore aumento dei contagi”

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