Lo ha deciso il coordinamento dei presidenti di società che si è tenuto oggi

Via ufficiale alla riapertura delle società di Contrada. Dopo l’ok arrivato nei giorni scorsi con il passaggio effettuato dalla Deputazione del Magistrato delle Contrade e l’approvazione del nuovo protocollo per la riapertura (in sostanza un adeguamento delle norme della scorsa estate al nuovo decreto governativo), questa sera si sono ritrovati i presidenti delle diciassette società di Contrada per il coordinamento ed è stato deciso il via libera dal prossimo giovedì.

Adesso saranno le singole società a decidere l’apertura vera e propria, in base alle esigenze e alle necessità e in base anche alle singole situazioni da adeguare al protocollo ratificato nei giorni scorsi.

Di certo, però, in attesa delle decisioni sulle Carriere del 2021 e anche sulle Feste Titolari (con un probabile slittamento del Valdimontone che nello scorso week end ha effettuato le celebrazioni religiose e dell’Oca, che proprio sabato terrà un’assemblea per decidere), si riapre uno spiraglio per le diciassette Contrade in vista della sospirata normalità.

Domani, nel frattempo, corse a Mociano. Nei giorni scorsi intanto si è respirata un po’ di aria di palio con le previsite dei cavalli che si sono svolte alla clinica veterinaria del Ceppo per l’ammissione al Protocollo 2021. Tre giorni di apparente “normalità” in cui si è anche ricominciato a sognare di poter vedere almeno una carriera nel 2021. Il sindaco, parlando proprio in occasione della visita al Ceppo, ha confermato di non aver ancora preso una decisione ufficiale in merito, decisione che sappiamo delicatissima e che prenderà all’ultimo momento: il limite è la fine di maggio.

Da bambino c’è chi sogna di fare l’astronauta, il calciatore, il pompiere. Io sognavo di fare il giornalista, forse influenzato dalle mie letture, dalle mie canzoni, da qualche film visto al cinema o in tv. Fra mille difficoltà sto provando a portare avanti il mio sogno, con trasparenza e umiltà, mettendoci la faccia (e la firma). Sono nato e vivo a Siena, in una città problematica, ma magica, che ti scaccia e ti abbraccia, che ti allontana e ti spinge a tornare, come una sorta di elastico, in un legame comunque inscindibile per sempre.

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