Al via il 2 marzo la conferenza di Marco Valenti

L’uso politico dell’Archeologia e della Storia, la comunicazione a esso collegate, sono un argomento di grande interesse, fondendosi con gli intenti propagandistico-nazionalisti e geopolitici.
Si può affermare, in tal senso, che il “tempo” è una fonte primaria di legittimazione e le discipline storiche non sono sempre un’attività innocente o super partes.
Il pericolo è sempre dietro l’angolo. Anche se il mestiere di “riscrittore della storia”, come nel romanzo “1984” di George Orwell, ufficialmente non esiste è indiscutibilmente vero, come afferma il protagonista di quel romanzo, che “chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”».
La ricerca non è infatti neutrale, bensì condizionata dalle situazioni geopolitiche, politiche ed economiche della società nella quale opera; pertanto la Storia e l’Archeologia sono più a rischio di manipolazione di altre discipline, occupandosi dei processi formativi delle società stesse.
Questa conferenza di Marco Valenti, professore ordinario di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Siena, nonché grande comunicatore, è il proseguimento di quella, applauditissima e intrigante, sull’Archeologia alternativa o Fantarcheologia.


La falsificazione della storia è infatti un processo antichissimo; l’uomo sembra aver sviluppato un interesse a falsificare la storia non meno formidabile di quello di scoprirla.
A colpi di fake news, spesso convergenti in un quadro narrativo apparentemente coerente, si sono così costruite versioni della Storia che hanno portato anche a vere e proprie catastrofi.
Gli esempi saranno molti e di tutte le epoche, corredati dalla stessa propaganda che le divulgava; sarà un viaggio molto interessante nella strumentalizzazione di ricerche e rinvenimenti archeologici per diffondere la verità più comoda in relazione agli scopi politici perseguiti: quindi più che verità la Post Verità. Accadeva nell’Antichità, è accaduto nel passato recente, sta accadendo anche in questo momento.

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