Gori: “Effetto che potrebbe amplificarsi per obbligo controlli green pass”

“A quasi un mese dall’inizio delle liquidazioni di fine stagione abbiamo constatato che non c’è stato un riscontro positivo come ci aspettavamo ma anzi abbiamo visto un calo che si aggira dal 20% al 30%”. Lo ha dichiarato Paolo Gori presidente delle imprese del settore terziario di Confartigianato Toscana.

“Il calo di consumi in questo primo mese del 2022 – ha aggiunto – è dovuto sicuramente alla curva pandemica che da inizio anno è sempre cresciuta in modo esponenziale mettendo intere famiglie in quarantena. Abbiamo assistito ad un lockdown non dichiarato ma presente visto che le strade delle nostre città erano e sono ancora vuote minando in modo consistente i consumi. Dal primo febbraio piove sul bagnato perché entra in vigore, per in commercio, il nuovo decreto che obbliga gli operatori al controllo del green pass ai clienti per farli entrare nei negozi quindi, se uno vorrà acquistare profumi, piccoli e grandi elettrodomestici, biancheria, scarpe, abbigliamento e giornali dovrà avere il certificato verde”.

Riguardo i nuovi obblighi di controllo Gori dichiara: “Noi siamo sempre stati per trovare soluzioni che permettessero alle attività di poter continuare ad operare in sicurezza senza ritornare in chiusure forzate. Il green pass è un modo, certe volte discutibile, che ci permette come imprenditori di tenere aperte le nostre imprese e di non subire un nuovo lockdown, per questo chiediamo che le leggi siano uguali per tutti sia per i negozi che per i supermercati o ipermercati. Infatti i supermercati sono esenti dal richiedere il certificato verde e all’interno dei loro spazi possono vendere di tutto a tutti, senza nessuna restrizione. Queste differenze di trattamenti di opportunità non dovrebbero esistere, lo troviamo profondamente ingiusto e fuori dalle normali leggi di mercato cui il mondo dell’impresa è sottoposto”, conclude Paolo Gori.

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