Quest’anno la località marittima più popolare ha festeggiato i 100 anni del libero Comune

“L’estate sta finendo”….suonava una vecchia canzone. E per molti questo significa abbandonare il mare per tornare in città.

Per la maggior parte dei senesi e dei valdelsani, questo significa salutare Follonica ( e dintorni), con un esodo importante al quale abbiamo assistito nello scorso fine settimana, e con i primi giorni di settembre che vedranno ulteriormente lasciare la cittadina sul mare.

Se la nostra Costa è bella tutta, e anche meta scelta da un turismo internazionale, la “fetta” di mare che è spettata ai senesi è, nell’immaginario comune, la città di Follonica, che quest’anno ha compiuto 100 anni dalla nascita del libero Comune.

Infatti il piccolo centro di Follonica nasce come frazione della nobile città di Massa Marittima, già di antica influenza senese, e fu elevato a comune autonomo con il Regio Decreto n°1373 del 14 giugno 1923, divenendo così primo comune italiano nato durante il governo fascista.

Se la “mamma” di Follonica è sicuramente la città di Massa, un’influenza importante dai tempi del Granduca è stata data dalla famosa Fonderia, la cui attività economica viveva in un ambito complesso nel quale erano coinvolte altre realtà limitrofe, a partire da Piombino, realtà industriale molto importante nel settore del ferro.

Follonica nasce infatti come città industriale e operaia, con l’attività siderurgica che proseguì fino al 21 febbraio 1960, anno in cui cessò la produzione nello stabilimento.

E poi? Il cambio dei costumi, le novità tecnologiche di costruzione e la nuova mentalità del dopoguerra fecero sì che Follonica decise di puntare sul turismo. Ma furono prevalentemente imprenditori e ditte storiche di Siena a pianificare ed attuare lo sviluppo urbanistico della città, costruendo quella che ad oggi è forse la città “più alta” della Toscana.

Nascono i “grattacieli”, i palazzoni, uno su tutti la “Torre Azzurra”, alta 73 metri, la quale, con i suoi ventidue piani, domina lo skyline della città. E cosa strana che proprio in Maremma si trova ad oggi il secondo edificio civile più alto della Toscana dopo il grattacielo Matteotti di Livorno.

Follonica è rimasta un po’ legata a quegli anni. Incastrata tra un sentimento di tradizione, legato alle vecchie architetture maremmane, il rapporto con la natura, la Pineta, il mare, e lo sviluppo anche feroce, recentemente rallentato, che ne fa una città moderna e veloce.

Le modernità della città hanno attratto per anni gli abitanti dei paesi collinari delle Colline Metallifere e del Senese, abitanti di centri storici che fino a pochi anni fa avevano “fame del nuovo”. Oggi però questo non basta più, per confermare il numero dei residenti.

Tuttavia Follonica è una città 100% toscana, dove si respira la toscanità e la si può vivere in maniera più verace che in un assai più turistico sud della provincia grossetana, o in una Versilia nella quale riecheggiano i molti dialetti del Nord Italia.

Follonica è rimasta in larga parte il “mare dei senesi”, e pure dei valdelsani (eccetto San Gimignano e parte di Colle, che risalendo per la statale 68 preferiscono Cecina, Vada o Mazzanta come i fiorentini).

Non tutti si sono accorti della ricorrenza del centenario, nonostante l’apposito francobollo commemorativo e una marea di ospiti.

Ma una cosa è certa: questa data sarà ricordata (riscoperta?) nei prossimi anni e anche studiata. Perchè i senesi hanno amore per la storia. E Follonica è un po’ anche…figlia loro, figlia della cultura senese. Che appena può si tuffa non in un mare qualsiasi, ma nel “suo” bel golfo.

Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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