wine&firenze

Wine&Firenze o Wine&Arezzo, non aspettano altro per stendere ponti d’oro alla manifestazione che Siena sembra non apprezzare

E se diventasse Wine&Firenze o Wine&Arezzo?

Perché, a forza di chiudere le porte, magari a coloro che si prendono il rischio di impresa per fare Wine&Siena viene voglia di guardarsi intorno e capire quali altre opportunità possa offrire la Toscana. Sicuramente non siamo arrivati ancora a questo punto e l’imprenditore che spende i suoi soldi, Helmuth Köcher, farà di tutto per restare a Siena. Fosse solo per rispetto di Stefano Bernardini, presidente di Confcommercio, e del compianto Andrea Vanni, i due senesi che più di tutti si sono adoperati per creare nella nostra città la manifestazione gemella del Merano Wine Festival, l’evento del vino più importante d’Italia dopo Vinitaly.

Però a forza di ridurre i margini di manovra e gli spazi espositivi, il momento della verità arriverà.

Prima la manifestazione si svolgeva dentro il Palazzo Comunale, anche nella Sala del Mappamondo, dentro Palazzo Sansedoni e Rocca Salimbeni.

Poi fra veti, dubbi e costi troppo alti, Wine&Siena si è ritrovato nel Santa Maria della Scala. Luogo bellissimo certo ma già più piccola come location. Quest’anno sono mancati degli spazi per mostre già montate.

Così dai circa 300 espositori di qualche stagione fa, si è scesi ai cento di questa edizione.

Togliendo anche il Pellegrinaio quanti ne potrà ospitare? Vedendo le disposizioni di questo anno, si scenderebbe sotto i 90, pochi per un evento che il caustico Report di Rai 3 ha definito “Uno dei più importanti eventi del vino italiani”, regalandoci bellissime immagini di Siena e una considerazione che ha negato a tanti altri.

Perfino Report ha promosso le degustazioni sotto gli affreschi del Pellegrinaio, però le boccia la città. Non sia mai che gli aliti al sapor di vino disturbino gli affreschi.

Ad innescare la carambola è stata la scomunica lanciata dall’ex funzionario e storico dell’arte, alla Soprintendenza di Siena e Grosseto, da sei anni in pensione, Alessandro Bagnoli. Secondo lui l’affresco “soffre” per la contemporanea presenza sotto le arcate del Pellegrinaio di tante, troppe persone. Strano. Perché Wine&Siena ha presentato regolare Scia in Comune (la pratica per le manifestazioni temporanee) ottenendo regolare permesso che, strano pure questo, non va in deroga a niente e che, io immagino, contempli anche il parere della soprintendenza che Bagnoli ha lasciato 6 anni fa.

L’altra stranezza è che gli strali di Bagnoli siano stati subito ripresi proprio da quella parte politica che, da dopo le elezioni, aspettava l’occasione per attaccare sulla gestione del Santa Maria della Scala.

La stranezza più strana, però, è che Wine&Siena si fa sotto gli affreschi del Pellegrinaio da diversi anni, senza che Bagnoli sentisse l’urgenza di scrivere.

Cosa è cambiato? Forse che l’affresco “è malato”? Eppure il problema dell’umidità è monitorato e risale a 12 anni fa. Quindi no.

Infine, concedetemi un’ultima considerazione. La capienza massima di persone presenti contemporaneamente è la stessa per Wine&Siena e per qualsiasi altro evento che si svolga al suo interno e anche per l’area museale.

Allora il problema non è solo per i 3 giorni di Wine&Siena ma anche per gli altri 362 che compongono l’anno. Quindi sarebbe bene che il neo presidente con la neo direttrice della Fondazione Sms si muovessero in fretta e indicassero, subito, il numero massimo di persone che possono stare contemporaneamente sotto le volte del Pellegrinaio.

Oppure provvedessero a operazioni di restauro che ne consentano una più sicura fruizione anche in caso di sold out del museo.

E Wine&Siena? Speriamo che il Comune riesca a conservare la location aggiungendo altri spazi che suppliscano alla perdita del Pellegrinaio, magari concedendo (come un tempo) anche il sesto livello di Palazzo Squarcialupi. C’è chi pensa alla Corticella, ma mancano gli accessi per i disabili motori.

Sarebbe già importante affrontare il rebus subito, senza rimandare, come avvenuto negli ultimi anni, “a dopo il Palio”.

Potrebbe essere tardi.

Leggi anche: “Polemiche sull’utilizzo del Pellegrinaio. Qui fino al 1983 c’era i malati”

Susanna Guarino
Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori, per me tengo la certezza che nella vita si può sempre migliorare

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui