Un ricco calendario di eventi per celebrare i 430 anni di una Chiesa storica, oggi unita all’Arcidiocesi di Siena

Una festa che si sarebbe dovuta festeggiare in estate: riporta la data del 5 giugno 1592, la bolla “Cum Super Universas” con la quale il Papa Clemente VIII creava la Diocesi di Colle Val d’Elsa, con territori provenienti prevalentemente dalla Diocesi di Volterra, ma anche da Firenze come Poggibonsi.

L’arrivo del Vescovo significava, in automatico, che Colle era stata elevata al rango di città, e quindi di capoluogo dell’intera Valdelsa. Proprio intera forse no: occorrerà aspettare il 1782, per veder confluire San Gimignano, per volontà del Papa Pio VI. La città delle torri in precedenza era stata la capitale economica indiscussa dell’area, ma dopo il XV secolo questo ruolo piano piano inizierà a passare di mano, scivolando verso la città delle gore e del cristallo.

Rimasero sempre ecclesiasticamente volterrane, Casole e Radicondoli, le quali non hanno mai smesso di guardare verso la Valdicecina.

Se le celebrazioni per l’anniversario inizieranno venerdì 7 ottobre, per culminare domenica 9 ottobre 2022 con la solenne celebrazione presieduta dal Card. Augusto Paolo Lojudice, un po’ di nostalgia a Colle è rimasta tutt’oggi.

Certamente la vicinanza dell’Arcivescovo, alla quale vanno sommate la sua bontà d’animo e la disponibilità, nonchè presenza costante in Valdelsa, hanno fatto in questi anni sentire Colle e la Valdelsa molto unite a Siena, il futuro rimane una incognita.

Di fatto, dopo la nomina dell’arcivescovo Castellano a Colle il 7 ottobre del 1975, e di Montalcino il 19 gennaio 1978, le tre sedi venivano unite in persona episcopi, a Siena.

Bisognerà attendere il 30 settembre del 1986, a seguito del decreto “Instantibus votis” della Congregazione dei Vescovi, con il quale fu sancita la plena unione delle tre diocesi, che assunse il nome di Siena – Colle val d’Elsa – Montalcino.

Di fatto Colle perse la sua curia e il suo Vescovo, rimanendo unita al capoluogo di provincia e perdendo la propria autonomia ecclesiastica, nonostante una storia non sempre senese.

Il caso volle poi (o la Provvidenza?) che proprio dagli anni Ottanta, Colle iniziò a perdere alcune delle funzioni per le quali era considerata il capoluogo della Valdelsa, le quali andarono a Poggibonsi. E questo in un momento, stranamente, di crescita demografica.

Oggi rimane l’orgoglio dei colligiani per la loro Concattedrale e per la propria storia, la fierezza dell’autonomia vissuta e del titolo di Città.

Perchè Colle è e rimarrà una città, guardando con speranza verso un futuro tutto da costruire.

 

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