Piero Pii critico sul caso dell’idroelettrico: “l’acqua dell’Elsa è solo dei colligiani!”

“Non avrei mai fatto partire un progetto di questo tipo. Non avrei fatto approvare gli atti con i quali un bene essenziale della città è passato da pubblico a privato” esordisce netto il candidato civico Piero Pii, con un lungo passato da amministratore.

Il tema dell’acqua dell’Elsa tiene banco a Colle, ed è oggetto di trattazione quotidiana in quanto molto sentito.


“La Coalizione Civica – afferma Piero Pii – ha affrontato questo importante argomento ed anche recentemente ha avuto modo di confrontarsi sul caso. È chiaro che a questo punto il Comune non può che procedere per verificare il ricorso in Cassazione. È, quindi, evidente che il sindaco in carica deve provare a portare a conclusione la procedura, naturalmente verificando con i propri avvocati se questa strada è possibile”.

Quindi dalle Liste Civiche una posizione chiara e forte, che sposa quella del Comitato Elsa Viva: ” l’obbligo morale e politico dell’attuale amministrazione è quello di rendere pubblici tutti gli atti e tutte le procedure che hanno portato a questa situazione – continua Pii – a partire da quello della Provincia di Siena che di fatto ha concesso la derivazione dell’acqua dell’Elsa per uso di produzione di energia elettrica nel Comune di Colle a favore della MAK 2 srl”.

Una stoccata quindi anche al Presidente della Provincia e sindaco di Poggibonsi David Bussagli.

Più soft la posizione del candidato del PD Riccardo Vannetti “è necessario puntualizzare che per me è fuori discussione la salvaguardia del Parco dell’Elsa che, come ho detto più volte, è un prezioso patrimonio della città e come tale va protetto e valorizzato”.

Premessa fatta, Vannetti dichiara che vorrà “operare con un progetto strutturato per una maggiore valorizzazione del Parco che dovrebbe essere ampliato fino a inglobare anche i siti delle Vene e delle Caldane. Il Parco dell’Elsa dovrà diventare meta eletta di un turismo sostenibile. Dovrà anche essere autosufficiente dal punto di vista economico, autosostentandosi”.

Vannetti non le risparmia nemmeno al sindaco Donati “la conversazione in questo momento specifico si svolge all’interno delle aule giudiziarie e un eventuale ricorso in Cassazione, che deve essere obbligatoriamente valutato in maniera puntuale e non superficiale da parte dell’attuale amministrazione Donati, dovrebbe, a mio parere, prendere campo solo nel caso in cui non risulti essere estremamente oneroso e al tempo stesso dannoso per la città” questo perchè “forse sarebbe stato necessario in passato negoziare con l’azienda detentrice di una concessione legittima, ancorché intraprendere azioni legali dall’esito pressoché certo”.

Insomma una posizione che non entra nel merito della centrale idroelettrica, e che si concentra più sui metodi, in quanto “tali conversazioni così delicate e sensibili per la comunità cittadina, non possono e non debbono essere affrontate sui social media, soprattutto da chi ricopre ruoli amministrativi – prosegue Vannetti – in quanto – “è altrettanto necessario dibattere tali argomenti nelle sedi preposte”.

Intanto l’assessore Cristiano Bianchi, ormai in una direzione lontana dall’attuale coalizione di centrosinistra, fa una proposta alternativa, che possa muovere una produzione elettrica senza dispersione di acqua, ovvero una “centrale alla steccaia di San Marziale, nella proprietà del Comune, che renda immediatamente l’acqua al parco”.

In pratica “il prelievo verrebbe fatto sempre alla steccaia ma dal lato opposto rispetto al Callone Reale – aggiunge Bianchi – con l’acqua deviata in due coclee parallele e resa al fiume alla base dello scivolo. Una centrale che produrrebbe meno energia ma che costerebbe meno senza squarciare la città per chilometri, senza espropri, salvando Parco, Gore e turismo”.

Insomma un’idea tecnicamente fattibile, anche perchè l’assessore è un architetto noto, e che potrebbe veder nascere sì una centrale di energia green, ma senza conseguenze per l’ambiente. Una strada nuova e sostenibile.

Chissà però se ci sarà la volontà di poterla sperimentare, anche alla luce dei permessi provinciali.


Paolo Moschi
Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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