Sarà ricordato a Bottega Roots con la musica, sua immensa passione, e con tanti amici che non dimenticano

A volte la vita è imprevedibile, e lo scorrere del tempo ineffabile. Sono già passati venti anni da quel 4 ottobre 2003, quando il Cibe, come lo chiamavano gli amici, fu tamponato da un furgone sul Ponte di Santa Giulia mentre pedalava sulla sua bicicletta, perdendo la vita all’età di 37 anni.

“Stavo pensando di ripartire” è il titolo della serata che gli amici dedicheranno a Massimo Cibecchini nel ventesimo anniversario della scomparsa. 

Circa un anno dopo la tragedia, il Comune di Colle Val d’Elsa, su iniziativa del sindaco Paolo Brogioni, aveva dato alle stampe il volumetto “Pensieri”, curato da Meris Mezzedimi, che raccoglieva gli scritti di Massimo, messi a disposizione dalla famiglia.

Il Cibe coltivava però soprattutto una grande passione per la musica rock, era il cantante dei Wilderness Underground, oltre che per la Colligiana, di cui era un gran tifoso.

E Colle è sempre stata una città rock, una identità che ha conservato a differenza di tutte le città dei dintorni, nella quale la musica, anche forte, significava legami duri come il metallo.

L’appuntamento per tutti coloro che lo hanno conosciuto, per chi vorrà partecipare è, non a caso, per sabato 11 novembre, alle 21.30 a Bottega Roots, in Piazza Unità dei Popoli a Colle.

Nel corso della saranno effettuate letture da “Pensieri” e proiettati spezzoni video. Sarà un’occasione per amici e musicisti per ricordare Massimo, regalando ognuno il proprio contributo alla memoria di un amico e di un artista.

E Massimo da Lassù, siamo sicuri, non mancherà di rimanere “in ascolto” di chi ancora lo ricorda con sincera amicizia.

Un etrusco con gli occhi puntati sulla Valdelsa. Aperto a tutto quanto si muove nelle città e nei paesi a nord di Siena, per raccontare la vitalità di terre antiche e orgogliose, ma anche dal cuore grande

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