Dopo 80 anni riparte la sezione della Polisportiva che all’inizio del Novecento organizzava le tappe del Giro d’Italia. Il debutto il 6 marzo alle Strade Bianche. Il direttore Roberto Chiarelli: “Partiamo con una decina di iscritti, poi un passo per volta…

Il 6 marzo, tra i 6.000 partecipanti alla Gran Fondo Strade Bianche, ci saranno anche dei ciclisti coi colori della balzana a rappresentare la Polisportiva Mens Sana 1871. “Faremo il nostro debutto in quell’occasione”, spiega Roberto Chiarelli, che insieme a Marco Cubattoli ha ridato vita alla sezione ciclismo in Viale Sclavo, facendo ripartire una storia interrotta oltre 80 anni fa. Tutto è nato quasi per caso, racconta Chiarelli a “Al Bar dello Sport”. “Lo scorso ottobre avemmo un contatto con la Polisportiva per la pubblicazione di un libro sulla sezione ciclismo, e in quell’occasione ci fu chiesto di riattivare proprio la sezione. Ci siamo presi un po’ di tempo, stiamo parlando di rievocare qualcosa che ha fatto la storia dello sport locale e nazionale. La Mens Sana organizzava le tappe del Giro d’Italia, due mensanini negli anni Trenta passarono al professionismo. Poi c’è stato un declino e un buco fino a poco tempo fa”.

A inizio dicembre Chiarelli e Cubattoli decidono di accettare, martedì scorso c’è stata la presentazione ufficiale alla stampa con tanto di maglia che richiama i colori della balzana (sarà poi aggiunto il verde della Polisportiva), la divisa con la quale gli atleti mensanini iniziarono a muovere i primi passi agli inizi del ‘900. “Iniziamo con una decina di atleti iscritti, poi ci allargheremo fino a creare un gruppo solido, anche al femminile. Apriremo a tutti e a tutte le discipline: strada, mountain bike, gravel, gare storiche…”.

Il sogno è quello di tornare ad essere un punto di riferimento, come quasi un secolo fa quando venivano gestiti gli arrivi di tappa del Giro. “Sarebbe bello organizzare gare o essere coinvolti in circuiti più ampi – continua il direttore della sezione ciclismo della Polisportiva – ma facciamo un passo alla volta. Va detto che viviamo in uno dei luoghi più belli al mondo e il ciclismo è un’attività sportiva che rispetta l’ambiente e quindi dà un valore aggiunto al territorio e alla città. Le prime edizioni della Strade Bianche non erano ben viste dai concittadini, adesso non vedono l’ora che arrivi. La gara per professionisti e la Granfondo portano risorse, stimolano l’indotto, fanno conoscere Siena in tutto il mondo in un periodo di crisi economica. In quei due giorni ci sono 36 Paesi collegati, è una pubblicità unica che la città non può perdere. Cito anche l’Eroica, che l’anno scorso è passata in Piazza del Campo dando grande visibilità”.

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