Immagine della cometa Pons/Brooks ripresa dall’Emilia – Romagna (fonte https://apod.astronomia.com/2024/03/14/la-cometa-pons-brooks-nel-cielo-emiliano)

Nel suo classico appuntamento domenicale il ChimicAstro ha parlato di un altro oggetto cosmico che affascina l’uomo: la cometa e in particolare la Pons/Brooks, visibile in questo periodo da Siena

Dopo i buchi neri e la possibilità di altre forme di vita nel cosmo, il ChimicastroGiacomo Guerrini – parla dell’oggetto astronomico del momento: la cometa Pons/Brooks. Infatti, la cometa sta attirando su di sé le attenzioni e gli sguardi di milioni di astrofili e astrofotografi in tutto il mondo. E per rendersene conto è sufficiente digitare il suo nome su uno qualsiasi dei vari motori di ricerca. Si trovano, così, migliaia di foto di questo oggetto che torna a farci visita periodicamente: circa ogni 71 anni.

Immagine 1 – Immagine della cometa Pons/Brooks ripresa dall’Emilia – Romagna (fonte https://apod.astronomia.com/wp-content/uploads/2024/03/comet_12P_Pons_Brooks_Final.jpg

“Questa cometa deve il suo nome, come quasi tutte le comete, ai suoi scopritori. L’astronomo francese Jean-Luis Pons, che per primo la osservò il 12 luglio 1812. E l’astronomo statunitense William Robert Brooks, che la osservò indipendentemente al suo primo ritorno dopo la scoperta” ha iniziato il ChimicAstro.

“Attualmente la cometa è ben osservabile nel cielo di Siena e si trova nella costellazione dei Pesci. Sarà possibile rintracciarla usando un piccolo binocolo e sfuggendo all’inquinamento luminoso della città (la cometa risulterà comunque invisibile ad occhio nudo)”.

Immagine 2 – Traiettoria celeste della cometa Pons/Brooks (fonte: https://asteroidiedintorni.blog/2024/03/12/osserviamo-la-cometa-pons-brooks/)

Ma cosa sono esattamente le comete?

“Questi corpi celesti affascinano l’umanità da sempre, specialmente quando si ha a che fare con le spettacolari comete Hale-Bopp, Halley o Hyakutake. Esse si originano dalla cosiddetta nube di Oort o nella ‘più vicina’ fascia di Kuiper, ovvero le regioni più sperdute e fredde del sistema Solare. In questa zona si trovano tutti gli oggetti di ‘scarto’ che non sono stati impiegati durante la costituzione del nascente sistema planetario”.

“Di tanto in tanto, a causa delle frequenti perturbazioni gravitazionali a cui sono soggetti questi remoti corpi, uno di essi si addentra nel sistema solare interno seguendo un’orbita molto eccentrica“.

“Per eccentricità si intende una grande differenza tra la minima e la massima distanza dal Sole. Per gli otto pianeti che tutti conosciamo, l’orbita è molto poco eccentrica e, quindi, pur muovendosi su una ellisse, questa assomiglierà molto a una circonferenza. L’ellisse delle comete, invece, sarà molto evidente con conseguenze importanti sulla loro luminosità. Le comete, infatti, saranno molto luminose alla minima distanza dal Sole (per la Pons/Brooks il “perielio” sarà a 0,77 volte la distanza Terra-Sole). Mentre diventeranno praticamente invisibili alla massima distanza dalla nostra stella (anche detto “afelio”, pari a circa 33,5 volte la distanza media Terra-Sole per la Pons/Brooks)” [per le definizioni di “perielio” e “afelio” clicca qui].

“Uno degli aspetti più affascinanti delle comete è senza dubbio la loro coda, dovuta alla sublimazione del ghiaccio e delle polveri contenute nel suo nucleo ad opera del calore che ricevono dal Sole”.

“Talvolta le comete possono anche mostrare due code. Alla coda formata da polvere e ghiaccio, infatti, si aggiunge una coda di ‘ioni’ (quindi di particelle elettricamente cariche, sia positivamente che negativamente) i quali risentono del forte campo magnetico solare (di cui vi ho parlato nell’articolo dell’11 febbraio) e delle particelle cariche da esso emesse”.

Immagine 3 – La coda delle comete (fonte: Wikipedia)

“Le comete sono chiamate in causa anche per essere state coinvolte nel processo di formazione della vita sulla Terra: la cosiddetta ‘panspermia‘. Questa teoria indica che agli albori del sistema solare, quando le orbite non erano ancora così ben definite come lo sono oggi, gli incontri tra questi piccoli e spettacolari oggetti cometari e il nostro pianeta fossero molto più frequenti. E che le comete abbiano trasportato sulla Terra il ‘germe della vita‘. Costituito da molecole organiche necessarie per la vita sul nostro pianeta o, magari, già delle forme primordiali di vita come i batteri estremofili. La teoria, comunque, gode di scarso appoggio da parte della comunità scientifica”.

Per approfondire questo o altri argomenti che riguardano l’astronomia e la chimica è possibile contattare il ChimicAstro su FB, IG, Twitter/X, sul blog o all’indirizzo mail ilchimicastro@gmail.com.

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