Ecco il quarto appuntamento live per il Chigiana International Festival & Summer Academy, nella chiesa di Sant’Agostino a Siena

Quarto appuntamento live domani, giovedì 16 luglio, alle 21.15 nella Chiesa di Sant’Agostino a Siena, per il Chigiana International Festival & Summer Academy. Accanto alla programmazione digitale, novità assoluta di quest’anno, che offre la possibilità di ascoltare online dal sito della Chigiana brani e concerti tratti dal prezioso archivio dell’Istituzione senese, prosegue il cartellone degli eventi dal vivo dell’edizione 2020, Oursounds.


Protagonisti giovedì sera, accanto al Coro della Cattedrale di Siena “Guido Chigi Saracini” diretto da Lorenzo Donati, saranno gli allievi dell’Accademia Chigiana del Corso di Direzione di Coro tenuto dal maestro Lorenzo Donati. In programma i grandi mottetti in un percorso che si snoda nello spazio e nel tempo tra compositori molto lontani tra loro come Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594) e John Tavener(1944–2013), Claudio Monteverdi (1567-1643) e Maurice Duruflé (1902-1986), J. S. Bach (1685-1750) e Francis Poulenc (1899-1963), Johannes Brahms (1833-1897) e Benjamin Britten (1913-1976), fino ad Arvo Pärt (1935).

«Il programma per l’edizione 2020 è un omaggio al grande repertorio di musica sacra; dopo il percorso di studio proposto nel 2019, che era dedicato alla musica italiana e del 2018, dedicato alla grande messa per doppio coro di Frank Martin, era importante tornare a concentrarsi su una forma musicale come il mottetto» spiega il maestro Lorenzo Donati, docente del corso di direzione corale dal 2017. Determinante e significativa la presenza del Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini grazie al quale ogni allievo mette in pratica ed esperisce quanto affrontato di volta in volta durante le lezioni.

Il mottetto è una forma compositiva vocale polifonica che abbraccia quasi cinque secoli di musica sacra corale dal 1220 al 1750. Sorge nel medioevo come tropo, aggiunta testuale e melodica a brani liturgici esistenti, per trasformarsi poi in mottetto polifonico e politestuale tipico del XIV secolo, per subire quindi il fascino del rapporto con la parola, dal sapore tutto umanistico.
 
Una composizione sacra polifonica a cappella che, al di là dei contesti geografici e storici specifici, sopravvive fino ai giorni nostri. Compositori contemporanei e viventi continuano a scrivere in “stile mottettistico”, come nel caso di Arvo Pärt e John Tavener. Palestrina, maestro della cappella Sistina nella Roma del Cinquecento, ne è forse il rappresentante più conosciuto.  Dopo il 1600 il mottetto perde la sua posizione centrale nella composizione liturgica e sacra, subendo l’influenza di altri generi musicali come la chanson, il madrigale e il concerto, come nel caso di Monteverdi.

Se i mottetti di Bach rappresentano il culmine del genere musicale nel 1700, dopo la sua morte, nel 1750, il mottetto non godrà più della popolarità precedente. Da qui in poi prevarrà la ricerca della musica secolare e profana e il mottetto rimarrà un genere e uno stile riservato alla Chiesa. Continuando però destare l’interesse di compositori moderni e contemporanei che presentano un particolare rapporto con la fede e alla religione. È il caso di Francis Poulenc, dopo la conversione del 1936, o di John Tavener, che nel 1977 fa il suo ingresso nella Chiesa Ortodossa. Benjamin Britten e Maurice Duruflé riprenderanno, invece, rispettivamente l’aspetto formale e quello testuale dei primi mottetti del ‘400.

Chiude l’intensa serata un brano emblematico del compositore estone Arvo Pärt, conosciuto ai più per la sua produzione corale sacra, capace di creare il Silenzio con la sua musica. Sviluppato in relazione a un bordone, una nota tenuta sempre uguale a se stessa, si staglia il testo del Cantico della Vergine, a cui gli ultimi tre brani a chiusura del concerto sono dedicati.

Realizzato in collaborazione con Opera della MetropolitanaArcidiocesi di Siena Colle Val d’Elsa e Montalcino.

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