Per il momento rimane la zona arancione, ma la situazione verrà monitorata tra oggi e domani

Fortunatamente non ci sono novità per quel che riguarda i comuni della provincia di Siena in zona rossa: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme ai sindaci della zona, ha deciso di non prendere ulteriori provvedimenti se non quello riguardante Piancastagnaio, che rimarrà “off limits” fino a domenica 28 marzo. Un fuoco di paglia, quindi, la situazione di Chianciano Terme, che venerdì aveva raggiunto quota 47 positivi e aveva rischiato seriamente di entrare in zona rossa comunale: ancora, però, non è detta l’ultima parola.

Il paese termale per il momento è salvo ma la zona arancione, come specificato sabato dall’assessore comunale Damiano Rocchi, è da considerarsi “sub iudice”. “Chianciano Terme – ha spiegato – nel corso della settimana appena trascorsa ha avuto un importante incremento di casi, i quali però sembrano aver definito il perimetro di diffusione del virus. Per adesso, in accordo con Regione Toscana, abbiamo convenuto di non assumere specifici provvedimenti comunali, rimandando ad una ulteriore puntuale valutazione nei giorni di domenica o lunedì, anche in relazione a quelle che saranno le dinamiche del quadro sanitario locale”. C’è ancora tempo, quindi, per diventare “rossi” a inizio o metà della prossima settimana (come successo proprio nella sopracitata Piancastagnaio, dove la zona rossa ha preso il via lo scorso martedì 16 marzo).

Proprio nella giornata di sabato, però, nel comune sono state notificate altre 5 positività che, in virtù anche delle 4 guarigioni, hanno fatto schizzare il conteggio a 49 casi. Gli isolamenti, al contrario, si abbassano da 87 a 79 unità. “Abbiamo consapevolezza che in virtù dell’elevato numero di isolamenti domiciliari, considerando soprattutto che molti coinvolgono nuclei familiari, ci potranno verosimilmente essere nuove positività – conclude l’assessore -. Di fondamentale importanza però è che tutti si continui a rispettare fedelmente e rigorosamente, con senso civico singolo e collettivo, le direttive sanitarie“.

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