Castelnuovo dell’Abate, la storia del borgo e la determinazione a valorizzare il presente

Castelnuovo dell’Abate è un piccolo borgo medievale, adagiato sul dorso pianeggiante di un colle
a Sud – Ovest di Montalcino, ai piedi del quale scorre il fiume Orcia.

Nelle vicinanze sono state ritrovate non poche testimonianze archeologiche, che vanno dall’età del bronzo al periodo italico. A circa un chilometro dal paese sorge la nota Abbazia di Sant’Antimo, che secondo la
tradizione, l’imperatore Carlo Magno nell’anno 781, avrebbe fatto costruire per ottenere da Dio la cessazione della pestilenza, che stava decimando l’esercito.

Oggi è uno tra i monumenti a carattere religioso più visitati della Toscana. Nelle vicinanze si trovano numerose cave di travertino e di alabastro, i cui marmi conosciuti fin dall’antichità, sono serviti ad abbellire le numerose chiese di Montalcino e Siena.

Nel corso dei secoli, gli abitanti di Castelnuovo dell’Abate, sono sempre stati considerati molto laboriosi, aperti e accoglienti, anche se comunemente, dagli abitanti dei paesi vicini, soprannominati “Orsi”.

Sino alla metà degli anni ‘6°, era molto popolato come i numerosi poderi nelle campagne circostanti. Nel paese erano presenti botteghe di ogni genere: il forno, la macelleria, la tabaccheria, i generi alimentari; la bottega del fabbro e del calzolaio; l’ufficio postale, la banca, l’asilo, la scuola elementare, oltre ad alcuni bar e trattorie.

Erano già presenti associazioni di volontariato, come le Acli (ora non più), la Commissione Festeggiamenti della Sala il Poggiolo, Arci Caccia e il circolo Arci. Queste ultime sono tuttora esistenti ed insieme alla più
recente “Orso on bike”, rendono vivo il borgo, oggi come allora.

Dopo la metà degli anni sessanta, si è verificato un graduale spopolamento del piccolo centro, dovuto soprattutto ad una crisi agricola legata alla fine della “mezzadria”. Questo ha comportato la perdita di numerosi servizi oltre che di abitanti. A partire dagli anni ‘80, grazie al grande rilancio dell’agricoltura, principale attività della zona, il paese ha piano, piano, cambiato volto.

La valorizzazione dell’ olio d’oliva di Montalcino, la produzione di vini, a partire dal pregiatissimo
“Brunello di Montalcino” ormai famosissimo in ogni parte del mondo, ha attirato l’attenzione di tante persone locali e non, verso questo piccolo borgo.

Quello spirito di condivisione e voglia di fare che ha da sempre contraddistinto gli abitanti di Castelnuovo dell’Abate e li ha fatti apprezzare dai paesi circostanti, dalla Val d’Orcia al Monte Amiata e dai tanti turisti, è più vivo che mai.

I prossimi eventi

Le associazioni presenti, con grande determinazione e attaccamento al proprio territorio, portano avanti eventi che fanno parte della storia del luogo. Tra questi l’organizzazione della festa patronale dell’11 maggio in onore di Sant’Antimo Martire e la suggestiva processione con la copia dell’effige della Madonna di Sant’Antimo.

Quest’ultima, che si tiene la sera del 10 maggio, parte dalla chiesa parrocchiale dei Ss. Filippo e Giacomo ed arriva all’abbazia di Sant’Antimo, lungo un percorso illuminato dalle sole fiaccole posizionate ai
lati della strada.

Gli eventi non sono però rivolti solo al mantenimento delle tradizioni ecclesiastiche, ma cercano di cogliere e raccogliere l’interesse di persone di tutte le età. Tra gli eventi organizzati: “il cinema più piccolo del mondo”; la festa della birra e altre iniziative naturalistiche volte alla scoperta del territorio.

Oggi il borgo sta rinascendo, sempre più persone, oltre che aziende nazionali ed estere, investono in attività legate a questo piccolo angolo della Toscana. Con nuove energie e lavorando tutti insieme potranno essere mantenute nel tempo tradizioni e create nuove iniziative, atte a far crescere e conoscere, ad un pubblico sempre più vasto, una realtà minuscola, ma ricca di storia, arte e natura.

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