“Sono state Le Iene a presentarmi la famiglia Rossi e a chiedermi di esaminare il caso”, questo quanto dichiarato davanti al Tribunale di Grosseto dall’avvocato Carmelo Miceli, ex deputato del Partito Democratico e legale di Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi, durante l’esame testimoniale nel procedimento penale per diffamazione a carico di Antonio Degortes e del suo blog “Dito nell’Occhio”

Miceli, citato dai giornalisti de Le Iene Antonino Monteleone e Marco Occhipinti che si sono costituiti parte civile nel procedimento a carico di Degortes, ha confermato di aver accettato l’incarico di legale nell’agosto 2018 a seguito dell’intervento di Occhipinti, con cui lo stesso avvocato aveva collaborato nel corso della trasmissione televisiva.

Affermazioni che accreditano le dichiarazioni di Raffaele Ascheri riguardo la rottura avvenuta tra la famiglia Rossi e l’ex legale Luca Goracci, che per quanto si legge nel suo libro “Cronaca di un suicidio (annunciato)”, è da imputare all’indisponibilità dell’avvocato di mettersi a disposizione dei giornalisti de Le Iene. Tesi, quella di Ascheri, non confutata dal messaggio inviato dall’Orlandi il 5 settembre 2017, pochi giorni prima della messa in onda dell’intervista all’ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini: “Luca (Goracci, n.d.r.), io mi tengo stretto questo (Occhipinti, autore de Le Iene, n.d.r.) da sette mesi solo perché faccia questo servizio. Te ne avevo parlato e non mi avevi detto niente del genere. Agli incontri tutti insieme non hai mai potuto partecipare, e quando la cosa arriva in fondo, ti tiri indietro senza dirmi niente? Io non capisco questo ostruzionismo verso chi ci dà attenzione, seppur anche per i propri interessi, non lo capisco davvero. E in ogni caso potevi dirmelo prima che mi sorbissi questo per tutti questi mesi..”.

Disposizioni che gettano dubbi sull’operato de Le Iene e sui rapporti con la famiglia Rossi, alla quale le stesse Iene avrebbero fornito anche l’assistenza legale di un “collaboratore” della trasmissione. Lo stesso Miceli infatti avrebbe aggiunto che le due clienti avrebbero introdotto davanti al Tribunale di Siena un giudizio civile per il risarcimento del danno nei confronti della Banca Monte dei Paschi – in agenda per metà del mese -, ipotizzando una colpa nella vigilanza da parte di Mps in occasione della morte di David Rossi.

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