L’autore di Cronaca di un suicidio (annunciato) è tornato a parlare del caso David Rossi al giovedì letterario del Cafè d’autore

Raffaele Ascheri è stato ospite del giovedì letterario del Cafè d’autore di Piazza del Sale per parlare del delitto dell’Olgiata, ovvero l’omicidio della contessa Alberca Filo della Torre, uccisa il 10 luglio del 1991, un caso che ha fortemente segnato le cronache dell’epoca. Nel corso dell’incontro Ascheri ha ripercorso minuziosamente le indagini spesso erronee e la tortuosa vicenda giudiziaria che ha portato molto tardivamente, nel 2011, alla condanna di Winston Reyes, dell’ex domestico della donna.

Lo scrittore però ha sottolineato soprattutto gli aspetti mediatici della storia, dimostrando come le attenzioni morbose della stampa abbiano influito negativamente sul lavoro degli inquirenti, creato nell’opinione pubblica la sensazione che ci fosse un qualche tipo di complotto e allontanato una verità che in fondo era scontata. Una considerazione che, secondo l’autore di Cronaca di un suicidio (annunciato), può essere fatta anche con il caso David Rossi.

“Non bisogna cadere nelle facili comparazioni – spiega Ascheri -, però ci sono sicuramente dei punti di contatto per quanto riguarda l’uso mediatico di una tragedia. Ovviamente nel caso della contessa Alberica Filo della Torre siamo di fronte ad un omicidio, invece, sul caso David Rossi, com’è noto, secondo me si è trattato di un suicidio. Tuttavia c’è un’altra differenza fondamentale. Infatti nell’occasione del delitto dell’Olgiata furono i giornalisti ad impossessarsi di questo evento drammatico, in quel caso la famiglia subì la cosa. Mentre sappiamo che tutte le immagini devastanti che hanno riguardato David Rossi sono state avallate dalla famiglia stessa, c’è stato un ruolo attivo da parte loro”.

“Il giallo dell’Olgiata e la tragedia David Rossi hanno un’altra caratteristica in comune – spiega lo scrittore -. Entrambe dimostrano che la caduta delle figure di potere attira in qualche modo l’opinione pubblica. Il fatto che Rossi fosse un uomo potente ha sicuramente influito sulla spettacolarizzazione del suo caso, anche più di quanto non abbia fatto con la contessa Alberica Filo della Torre, visto che lui era una figura ancora più importante, su questo non ci sono dubbi”.

Sono nato a Melito di Porto Salvo (RC) e mi sono diplomato al Liceo Classico di Reggio Calabria. Dopo la maturità, ovvero sia più di sei anni fa, mi sono trasferito a Siena, una città che ormai è più di una seconda casa. Qui ho conseguito una laurea triennale in Scienze Politiche e una magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Da sempre appassionato alla scrittura, il mio proposito è quello di raccontare ciò che mi accade intorno in modo obiettivo.

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