Molte le riflessioni figlie della presentazione del dossier “Un anno di Covid” realizzato dalla Caritas: collaborazione, la parola d’ordine

Questa mattina la presentazione del dossier “Un anno di Covid” realizzato dalla Caritas dell’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, come anticipato anche da Gazzetta di Siena, ha dato adito a molte riflessioni portate avanti dai presenti, in particolar modo dal Cardinale Augusto Paolo Lojudice, da Anna Ferretti, membro dell’Equipe Caritas Diocesana, dal Presidente della Provincia di Siena Silvio Franceschelli, dal Vicario del Prefetto Immacolata Amalfitano e dall’Assessore alla sanità, servizi sociali e politiche della casa di Siena Francesca Appolloni.

“Sulla scia delle parole che Papa Francesco ha rivolto ai giornalisti, ricordo quanto la comunicazione sia fondamentale – ha esordito così, il Cardinale Lojudice – I media e i social sono registi e attori che hanno responsabilità oggettive che possono essere sfruttate positivamente. Per questo siamo qui riuniti, l’Arcidiocesi, le associazioni, le amministrazioni, le istituzioni e la stampa, per confermare che è stato un anno difficile ma che dobbiamo andare avanti continuando a collaborare, a fare rete“.

La Caritas ha istituito all’interno dell’ex-Convento delle Clarisse in via Mascagni un centro d’ascolto, aperto dal lunedì al venerdì, che possa accogliere tutti coloro che chiedono aiuto ma anche coloro che vengono indirizzati al suo interno, intercettati direttamente dalla strada. Un modo di agire che si basa sul principio di non fingere di non vedere situazioni bisognose di intervento, ma di muoversi con pazienza e disponibilità per aiutare coloro che si trovano in difficoltà.

“Una delle cose che mi ha colpito di Siena fin dal mio arrivo è stata la quasi totale assenza di mendicanti – ha aggiunto il Cardinale Lojudice – Mi viene in mente il caso di un ragazzo che incontrai in via dei Fusai, la mattina del 2 luglio, ragazzo che indirizzai proprio alla Caritas. Ma il percorso non è così semplice, molti rifiutano l’accoglienza e l’aiuto per un sentimento di sfiducia che deriva da eventi passati della propria vita. Bisogna in primo luogo portare le persone a fidarsi, per non parlare delle situazioni in cui ci si trova di fronte anche a problematiche di natura psichiatrica. Ma questo non deve fermarci“.

Un focus è stato proposto anche riguardo alla struttura vera e propria dell’ex-Convento delle Clarisse, dove si è trasferito il centro di ascolto. Molte le idee in cantiere che porteranno a un nuovo nome e ad una nuova inaugurazione perchè “la comunità cristiana non può vivere senza carità. Condivisione e collaborazione sono prospettive sviluppate nel territorio senese, in una città quasi troppo piccola per le infinite realtà che la caratterizzano. Queste molte realtà possono essere fonte di grande ricchezza per Siena e la sua provincia ma anche rischiare di creare dispersione, sta a noi rimanere collaborativi all’interno di questa rete che si è formata“, come ha sottolineato il Cardinale Lojudice.

I dati mostrati dal dossier “Un anno di Covid” sono già da soli evidenti, ma molto più nel profondo sono arrivate le parole di Anna Ferretti, che ha voluto evidenziare come “molte sono le persone che in questa seconda ondata hanno chiesto aiuto alla Caritas perchè ‘non sanno come fare’, per citare le loro parole. Sono state 168 le nuove azioni sul territorio senese nella seconda parte dell’anno, ed è un trend che secondo i dati di gennaio sta purtroppo continuando con le 21 nuove azioni di questo mese. Sono stati molti i casi che ci hanno fatto stringere il cuore, le telefonate che nella prima parte dell’anno sono arrivate dai giovani e dai precari e che, invece, nella seconda parte si sono dimostrate giungere dalle famiglie, da quelle persone che pur avendo un contratto a tempo indeterminato e una cassa integrazione non sanno come affrontare questo nuovo anno. Specie in prospettiva dello sblocco dei licenziamenti e degli sfratti“.

diari delle chiamate ricevute dalla caritas durante la pandemia

A fine marzo, infatti, dovrebbero tornare attuabili da parte delle aziende, piccole o grandi che siano, i licenziamenti, da parte dei proprietari degli immobili in locazione gli sfratti, e purtroppo anche la possibilità che molte attività chiudano definitivamente le saracinesche, lasciando ancora più persone senza lavoro. Una prospettiva che preoccupa l’Equipe della Caritas.

Imparare ad ascoltare davvero chi ci chiede aiuto e andare oltre l’aiuto materiale – ha aggiunto Ferretti – Entrare nelle case per scoprire davvero i disagi e i problemi senza limitarsi a donare solo un pacco per riuscire a mangiare, questo è ciò che abbiamo imparato da questa situazione. Riuscire ad accompagnare con delicatezza chi ci chiede aiuto, sostenere le persone, è un qualcosa che è possibile fare solo lavorando in rete, collaborando, come abbiamo ripetuto, con le associazioni, le amministrazioni e i volontari”.

La collaborazione è stato il perno di questo anno di pandemia, l’istituzione di tavoli che hanno potuto mettere in contatto costante l’Arcidiocesi e l’Equipe della Caritas con il Comune di Siena, con la Provincia e i suoi comuni, e con la Prefettura.

Grazie alla Caritas abbiamo potuto sopperire a un’anomala ondata di arrivi da parte del Pakistan che si è verificata a maggio – ha voluto ricordare il Vicario del Prefetto Immacolata AmalfitanoUn arrivo che non era stato segnalato dal Ministero degli Interni, e a cui siamo riusciti a dare accoglienza grazie al sostegno della Caritas. In più proprio attraverso l’istituzione di un nuovo tavolo di collaborazione fra Caritas, Prefettura e Provincia prenderemo in esame i casi di violenza di genere, per agire sempre più prontamente”.

Sottoscrivo l’importanza della rete che si è formata – ha aggiunto l’assessore Francesca Appolloni – C’è bisogno di una sinergia che possa sfruttare le tante energie positive garantendo il rispetto delle identità di ogni ente. Come Comune abbiamo sostenuto il volontariato e ricordato più volte come il tessuto sociale abbia retto proprio grazie al volontariato insito nel nostro dna cittadino“.

Da parte della Provincia un’ulteriore finestra è stata aperta relativamente ai contenitori (come il microcredito) che possono e devono intervenire per compito istituzionale, per poter “dare dignità alle persone, nel momento del bisogno e ancor di più per riuscire a riemergere dalle difficoltà – ha dichiarato Silvio Franceschelli, Presidente della Provincia – In alcune realtà bastava l’intervento delle Misericordie, in quanto prima del Covid si presentavano una decina di richieste di aiuto, mentre adesso la collaborazione è indispensabile, dovendo sopperire a una cinquantina delle stesse. Importante sul territorio provinciale è la Società della Salute, che offre assistenza h24 durante tutto l’anno, e ci permette di agire. Siamo realtà piccole e dobbiamo cercare di intervenire, se possibile, prima che i problemi si sviluppino totalmente, aiutare coloro che se non sostenuti finirebbero senza casa”.

In ultima istanza è arrivata la proposta da parte dell’Equipe della Caritas sul pagamento delle bollette di coloro che vivono nelle case popolari, una richiesta che è stata subito presa in considerazione dall’assessore Appolloni che ha colto l’occasione per proporre al Cardinale Lojudice l’istituzione di un nuovo tavolo tecnico.

Le interviste al Cardinale Lojudice, ad Anna Ferretti e all’assessore Appolloni

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